“Presidente 1″ Napolitano: ridarò serenità al Paese

12/05/2006
    venerd� 12 maggio 2006

    Pagina 7 – Politica

    IL NEO-PRESIDENTE AL LAVORO – DUE I TEMI: IL DISCORSO D’INSEDIAMENTO DI LUNED� E LA COMPOSIZIONE DELLA SQUADRA DI COLLABORATORI

      Napolitano: ridar� serenit� al Paese

        Primo problema, chi nominare segretario generale dopo la rinuncia del collaboratore di Ciampi?

          Antonella Rampino
          ROMA
          Una miriade di problemi, e anche quelli che potrebbero apparire dettagli sono per il presidente Napolitano importantissimi: ieri, pomeriggio dedicato ad analizzare, quasi filologicamente, soppesandole ad una una anche ricorrendo ad ambasciatori presso la Santa Sede, le parole del messaggio che ieri il Papa ha mandato a Napolitano. E naturalmente anche quelle di Napolitano, nella sua risposta al Santo Padre. �Questo � un affare di Stato�, ha detto il Presidente. Vedete, faceva notare ai suoi collaboratori, il Papa s’� riferito alla religione cristiana senza specificazioni divisorie… Che terminologia aveva usato il testo preparato dalla Convenzione? E cos� via. Una giornata insomma intensissima. Iniziata di buon mattino con i giornalisti che sotto casa gli chiedevano: Presidente, un messaggio per gli italiani… �Cercher� di contribuire a una maggiore serenit� nella vita del Paese�. Comincia cos� a manifestarsi la continuit� con il magistero di Ciampi, dal quale Napolitano la sera prima era stato per una cena con brindisi affettuoso a quattro, la coppia presidenziale uscente e quella entrante, amici di vecchia data.

          Giornata concentrata su due fronti. Il discorso d’insediamento, tecnicamente un messaggio alla nazione, da tenere luned� prossimo alle 17, cui Napolitano ha gi� messo mano, e che avr� come temi centrali la Costituzione e l’Europa. E la complessa composizione della squadra di collaboratori che lo affiancheranno durante il settennato. Centrale, ovviamente, la figura del segretario generale: Napolitano contava che Gaetano Gifuni restasse. Proprio per questo ieri quello che � stato il pi� stretto consigliere di Carlo Azeglio Ciampi (e, prima di lui, anche di Scalfaro al Colle) � arrivato a Palazzo Giustiniani. Un’ora e un quarto di colloquio, nel corso del quale, come alla fine reciter� un comunicato ufficiale, il Presidente �ha chiesto di potersi avvalere della sua preziosa esperienza�, e Gifuni, �onorato e lusingato della proposta� ha per� �ritenuto di non poterla assolvere�. Ho alle spalle cinquantuno anni al servizio dello Stato, ha detto a Napolitano, ho riorganizzato il segretariato generale del Quirinale, che ora funziona bene, ma non me la sento di continuare. Napolitano ha insistito, data la delicatezza di quel ruolo strategico per il funzionamento dell’istituzione, e Gifuni ha accettato di �assicurare la piena e leale collaborazione al Presidente eletto e al nuovo segretario generale�. Dunque, rester� al Colle, con l’inedito incarico di Segretario generale onorario �faciliter� il compito a chi prender� il suo posto. Nessun contrasto tra i due, anche se in ambienti parlamentari s’era diffusa l’ipotesi che si fosse parlato di rinnovare a Gifuni l’incarico a termine, per soli due anni.

            Napolitano sta valutando anzitutto il profilo della squadra che lo affiancher� durante il settennato: una struttura di carattere istituzionale, o una struttura di competenze specifiche che abbia gi� personalmente apprezzato, e con le quali ha gi� un rapporto di fiducia? Nel primo caso, al posto di Gifuni potrebbe salire Paolo De Ioanna, che fu capo di gabinetto di Ciampi al Tesoro. Nel secondo, ed � data come l’ipotesi largamente pi� probabile, Donato Marra, che fu segretario generale della Camera all’epoca proprio della presidenza Napolitano. Dato per certo anche l’arrivo al Quirinale di Carlo Guelfi, che � stato consigliere giuridico di Napolitano negli anni del Viminale. Difficile invece, se non nel ruolo di consigliere politico (ma dovrebbe dare le dimissioni da parlamentare) la salita al Colle di Umberto Ranieri nelle vesti di consigliere diplomatico: la consuetudine vuole che per quel ruolo ci voglia la feluca. Potrebbe rimanere l’ambasciatore Roberto Nigido. Destituita di fondamento la �proposta� che ieri veniva fatta circolare dal segretario repubblicano (della Cdl) Francesco Nucara: Gianni Letta segretario generale del Quirinale. E destituita anche nella �versione di centrosinistra�: che si potesse trattare di Enrico Letta. Niente di certo nemmeno per il ruolo di portavoce: ma Pasquale Cascella, che lo fu per Napolitano alla Camera, � gi� parte dello staff che sta espletando le complesse procedure di cerimoniale per l’avvicendamento.