Precipita dalla gru, muore operaio

08/04/2010

Caduto un altro lavoratore: impatto attutito dal corpo del collega
Un operaio morto e un altro gravemente ferito, e al cantiere Microsoft di via Toscana di Peschiera Borromeo ci si interroga sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Ancora un tragico incidente costato la vita a Gianbattista Rota, operaio di 56 anni, e il ferimento di Gashi Arben di 28, lo stesso cantiere dove nel luglio dello scorso anno perse la vita Shpetim Hoxha, operaio di 41 anni precipitato da un cestello della gru.
A uccidere e ferire i due operai, ieri poco dopo le 9, ancora una caduta, sembra questa volta causata dal cedimento di una passatoia mobile sulla quale i due si trovavano durante i lavori di posa di una soletta. Ancora incerta la ricostruzione esatta di quanto successo. I colleghi, sotto choc, hanno raccontato gli avvenimenti agli agenti della polizia locale di Peschiera Borromeo e agli ispettori del servizio tutela del lavoro dell’Asl Milano 2 intervenuti sul posto immediatamente dopo l’allarme.
Rota, operaio esperto dipendente dell’azienda edile Vitali da una quindicina d’anni, e il 28enne, origini kosovare ma regolarmente in Italia da tempo e con a sua volta esperienza lavorativa, si trovavano su passerella mobile esterna situata ad una quindicina di metri di altezza. Forse un carico eccessivo o un attimo di disattenzione avrebbe causato il cedimento della struttura e la tragica caduta. Rota è morto sul colpo. Il collega, secondo una prima ricostruzione, gli sarebbe caduto addosso, attutendo così l’impatto. Arben è stato ricoverato all’ospedale San Raffaele in gravi condizioni ma non in pericolo di vita.
Spetterà adesso a polizia locale e agli ispettori dell’Asl accertare se vi siano state violazioni delle norme sulla sicurezza del lavoro. Un anno fa, quando morì l’operaio 41enne, gli ispettori accertarono che si trattò di una tragica fatalità: un pilone, durante le manovre di posa, si staccò dal supporto colpendo il cestello sul quale si trovava Shpetim Hoxha facendolo precipitare al suolo. «In questo cantiere — ha precisato Beniamino Canfora, dipendente di una ditta subappaltatrice che lavora da tempo in via Toscana — c’è un rispetto quasi maniacale delle norme di sicurezza, l’attenzione è altissima. Poi purtroppo ci sono eventi imprevedibili». Di tragica fatalità parlano anche i responsabili della Vitali, che si dicono «molto scossi» dall’infortunio che ha colpito una famiglia molto legata all’azienda: una delle figlie di Rota è responsabile dell’ufficio commerciale della Vitali.
Dura presa di posizione arriva invece dai rappresentanti sindacali che, ieri nel primo pomeriggio, si sono recati al cantiere per tentare di capire cosa fosse successo. «Non ci è stato consentito l’accesso — ha detto Geber Shawky, segretario provinciale della Filtra Cgil, arrivato in via Toscana con Cristina Bosia della Uil —, nonostante avessimo chiesto di poter verificare la dinamica dell’incidente. L’unica comunicazione avuta dall’azienda è stata una scarna nota nella quel ci si limitava a confermare quanto avvenuto, ma già in passato abbiamo avuto problemi. Questo è un settore difficile, con lavoratori facilmente ricattabili e quello che è successo oggi ne è la dimostrazione». Secondo i sindacalisti, da tempo ci sarebbero difficoltà nel contattare i lavoratori e nello svolgere gli incontri previsti dalla normativa. «La miriade di piccole imprese subappaltatrici – prosegue Shawky — rende difficile informare i lavoratori dei loro diritti».
Alle parole di Shawky fa eco Antonio Lareno, della segreteria della Camera del Lavoro che definisce «di estrema gravità» l’incidente odierno, il secondo in meno di un anno. «Due morti nella stesso perimetro — dice — sono un fatto esorbitante: Fillea-Cgil e la stessa Cgil hanno già chiesto un incontro urgente alla committente».