PRECARIOPOLI-MODENA CITTÀ PRECARIA: CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE SULL’ABUSO DI LAVORO PRECARIO

08/11/2011

8 novembre 2011

Precariopoli-Modena Città Precaria: campagna di sensibilizzazione sull’abuso di lavoro precario


Due mesi di mobilitazione per accendere i riflettori sul precariato giovanile e non solo.
Un sito internet e una pagina Facebook per interagire e raccogliere denunce di chi vive esperienze di lavoro precario e subisce la reiterazione dei cosiddetti rapporti di lavoro flessibile, spesso intrecciati col lavoro nero.
Flash mob e volantinaggi informativi in punti chiave della città.
Una serata a teatro con la piéce di Annarita Ronconi “Morti di fame” per rappresentare il problema del precariato nel lavoro e le relative conseguenze nella vita sociale.
Questo e altro ancora vuole essere “PRECARIOPOLI-MODENA CITTÀ PRECARIA” la campagna di sensibilizzazione sul precariato promossa nei mesi di novembre e dicembre dai sindacati modenesi del Filcams/Cgil e lavoratori atipici NIdiL/Cgil, insieme alla Cgil confederale.

L’iniziativa modenese si inserisce nella campagna nazionale promossa dalle due categorie sindacali sui temi del precariato, con una forte declinazione modenese, affrontando le numerose casistiche di contratti “flessibili” e le condizioni di precarietà lavorativa e di vita che interessano decine di migliaia di persone nella nostra provincia.

L’iniziativa si pone l’obiettivo di accendere i riflettori proprio sul “caso Modena”, provincia dove l’utilizzo estremo da parte delle imprese di tutte le forme di precariato del lavoro possibili ha creato una condizione di vera e propria emergenza sociale.

“Precariopoli-Modena città precaria tenterà di illustrare cosa vuol dire vivere sul filo in un perenne equilibrio precario” hanno detto stamattina in conferenza stampa i sindacalisti Claudio Riso, Marzio Govoni e Claudio Argilli.
“I lavoratori di Precariopoli sono quelli che vivono una condizione lavorativa di estrema insicurezza per mancanza di continuità del rapporto di lavoro, incertezza del futuro, mancanza di reddito adeguato per pianificare la propria vita, mancanza di una prospettiva previdenziale.
Sono quelli che lavorano in nero o che subiscono gli effetti degenerativi dei cosiddetti contratti flessibili e citiamo, tra gli altri, associazione in partecipazione di impresa, collaborazioni a progetto, collaborazioni occasionali, contratti a termine, contratti di somministrazione, lavoro a chiamata, alcune forme di part-time, prestatori d’opera con partita IVA, tirocini formativi, voucher”. Soprattutto questi lavoratori si caratterizzano per l’estrema compressione dei diritti (maternità, malattia, ferie, ecc…) e grandi limitazioni dei diritti di associazione sindacale.”