Precari contestano Bonanni tensione e tafferugli a Roma

14/12/2010


Irruzione alla presentazione del libro del leader Cisl

ROMA – Dopo i petardi e le uova lanciate davanti alle sedi, è arrivata l´irruzione: ieri il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, è stato nuovamente contestato da un gruppo di lavoratori precari e di studenti che al grido di «vergogna» e «fascisti» ha interrotto una manifestazione organizzata dal sindacato.
A creare l´occasione è stata la presentazione del libro-intervista "Il tempo della semina", realizzata allo stesso leader della Cisl. Contesto tranquillo, ma platea ricca: al dibattito partecipavano, oltre a Bonanni, Susanna Camusso segretario generale della Cgil e Luigi Angeletti, stessa carica alla Uil. La presentazione era appena iniziata, dal palco parlava Franco Marini, ex leader della Cisl ed ex presidente del Senato. Di lì a poco sarebbero arrivati anche il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi ed Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria.
Sede dell´evento: l´auditorium di via Rieti, stradina centralissima della capitale. Piccola, stretta, facile da controllare. Il fatto è che ieri controlli non ve n´erano; niente forze dell´ordine, niente servizio ad hoc predisposto dal sindacato. Per la trentina di ragazzi e uomini legati al coordinamento romano "Lavoratori autoconvocati" entrare nella sala e arrivare fin sotto al palco è stato un gioco.
Grida, uno striscione: «fascista», «vergogna», «il contratto non si tocca lo difenderemo con la lotta» rivolti al leader della Cisl, ma anche un più generico «andate tutti a casa» e «contro il patto sociale, sciopero generale». Pochi minuti di smarrimento, qualche spintone, tafferugli, urla, poi i manifestanti sono stati rapidamente allontanati con la forza e, fra qualche fumogeno e slogan contro lo stesso Bonanni e il presidente del Consiglio Berlusconi, si sono dispersi. L´interruzione è durata meno di cinque minuti, poco dopo – mentre Sacconi e la Marcegaglia facevano il loro ingresso nella sala entrando da una porta secondaria – Marini riprendeva a parlare.
Per la Cisl, il blitz «non è stato organizzato né dagli studenti, né dai precari, ma da provocatori violenti che da qualche tempo hanno preso di mira tutte le sedi sindacali». Di fatto negli ultimi tre mesi il sindacato di Bonanni e il leader stesso sono stati più volte fatti oggetto di contestazioni. Anche la Cgil ha fatto i conti con una bomba-carta lanciata davanti all´ingresso di una sede di provincia. Il clima dunque, oltre che sul fronte politico, è teso anche sul fronte del lavoro grazie alle mille vertenze aperte – Fiat in testa – e alle diverse posizioni espresse dalle principali sigle: la Cgil da una parte, la Cisl e la Uil dall´altra.
Il Pd ha espresso solidarietà a Bonanni: «È stato un atto intimidatorio: questi atteggiamenti gravi e inaccettabili vanno respinti senza se e senza ma» ha detto Dario Franceschini. Per il ministro Sacconi «i contestatori sono semplicemente violenti, non meritano altra considerazione che il disprezzo». Il leader della Cisl ha invece girato ai precari l´accusa a lui rivolta: «Oggi si dicono centri sociali – ha detto – portano la camicia rossa, ma sono sempre fascisti».