Prato. Sciopero, in piazza anche i cinesi

17/04/2002









Sciopero, in piazza anche i cinesi
 
PRATO — C’erano anche un gruppo di una decina di lavoratori cinesi a manifestare in piazza a Firenze per lo sciopero generale. Lo conferma Matteo Ye, leader dell’Anolf, l’associazione che conta circa 400 cinesi iscritti e che fa capo alla Cisl pratese. Il gruppo di manifestanti era formato da una decina di lavoratori in aziende gestite da cinesi. La carovana di scioperanti pratesi di Cgil, Cisl e Uil è rientrata da Firenze alla spicciolata. «Abbiamo superato quota 12 mila — dice Saverio Viola della Cgil, motore dell’organizzazione — prima di partire per Firenze abbiamo fatto un giro nelle zone industriali e abbiamo trovato i parcheggi davanti alle fabbriche praticamente vuoti. E stavolta abbiamo avuto tante adesioni anche nelle piccole ditte e nel commercio. Siamo andati oltre le nostre stesse aspettative». Numerose aziende piccole, a carattere familiare, hanno lavorato. Alla manifestazione hanno partecipato anche impiegati delle medie imprese e di alcune cooperative. Presenti anche gruppi di lavoratori extracomunitari, soprattutto pakistani e marocchini dipendenti di aziende pratesi. Per quanto riguarda la comunità cinese, ha partecipato una delegazione di iscritti all’associazione Anolf che fa capo alla Cisl. Lo sciopero ha registrato una percentuale di adesione, su tutta la provincia, dell’85% circa con punte del 90-100% nelle grandi aziende, nel servizio pubblico e nelle scuole. Garantiti comunque i servizi pubblici essenziali. «Partecipazione massiccia — osserva Luciano Gestri della Cisl che è riuscito a raggiungere piazza Santa Croce — siamo soddisfatti». «Il governo dovrà tener conto di questa partecipazione massiccia — dice Gabriella Melighetti — anche da categorie come il settore dei servizi e delle cooperative. Era con noi anche parte di coloro che hanno votato questo governo». Grande soddisfazione anche da parte del segretario della Uil pratese, Francesco Loparco: «Il nostro, a Firenze, è stato il no di 400 mila persone in difesa dell’articolo 18». Sono rimasti aperti gli uffici della sede centrale di Confartigianato e delle sedi periferiche. Dal centralino della Cna assicurano che gli uffici hanno garantito i servizi essenziali, un cartello di chiuso per sciopero invece in quello di piazza Ciardi. In tribunale udienze regolari, fatta eccezione in quei casi in cui il legale della difesa ha aderito allo sciopero. Alta, secondo il sindacato, l’adesione anche nel commercio: «Da quanto ci risulta erano chiusi tutti i supermercati Coop. Ma abbiamo avuto un’adesione vicino all’80% alla Superal, tanto per fare un esempio — dice Leandro Innocenti della Filcams — e hanno chiuso anche dei negozi. La sorpresa più bella — continua Innocenti — è stata quella di vedere anche tanti giovani precari, che altre volte non avevano aderito alle nostre manifestazioni».
S.V.