Prato. «Questa è discriminazione»

12/12/2001

PRATO
CRONACA




martedì 11 dicembre 2001  
«Questa è discriminazione»
La Cgil: «Licenziato perché rappresentante sindacale»
Marco lavorava in supermercati associati Conad

g.c.

PRATO. Il 22 ottobre scorso la Filcams Cgil inviò via fax alla Indice Srl, società che gestisce il supermercato affiliato Conad di via Roma 520, la comunicazione che un proprio iscritto, nome fittizio Marco, era stato nominato rappresentante sindacale aziendale. Il giorno seguente l’Indice Srl contestò a Marco un’infrazione disciplinare che, il 5 novembre, è poi sfociata in un licenziamento senza preavviso.
«In questo periodo si parla tanto di licenziamenti illegittimi – esordisce Leandro Innocenti, segretario provinciale della Filcams-Cgil – questo di Marco ci pare un episodio particolarmente grave che si inserisce bene nella discussione nazionale sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori». La storia di Marco, 25 anni, è questa. Assunto con un contratto di apprendistato dalla Futura Srl, società con una ragione sociale diversa dalla Conad ma affiliata alla marchio della catena di supermercati, Marco lavora con incarico di responsabilità («terzo di sala», tra l’altro apre e chiude le casse). «Lavora anche tredici ore al giorno – continua Innocenti – lavora le domeniche. Ci resta circa un anno ma non è soddisfatto. Aveva delle aspettative che sono state disattese. Si rivolge al sindacato per aprire una vertenza che gli permetta il riconoscimento del lavoro e della mansione svolta. L’apprendista, tra l’altro, deve lavorare 38 ore settimanali senza straordinari».
La pratica viene avviata. La contrattazione con la controparte si conclude positivamente per Marco. Riceve una ventina di milioni per sanare il passato. Nel frattempo aveva accettato il trasferimento come commesso di 4º livello ad un altro punto vendita Conad, quello di via Roma. Al contrario di quello di Mezzana, che conta una cinquantina di dipendenti, nel supermercato lavorano, seconda la proprietà, meno di quindici persone. Il numero è importante perché la nuova società, l’Indice Srl, motiva la mancata accettazione di Marco come rappresentante sindacale proprio perché, in base allo statuto dei lavoratori, vi sono meno di quindici dipendenti.
E poi si arriva al licenziamento. Nella lettera di contestazione inviata a Marco l’Indice rimprovera al lavoratore di aver mostrato «in modo spavaldo il denaro riscosso al fine di evitare la lite e chiudere in via transattiva la controversia» («Marco – spiega il segretario Innocenti – aveva soltanto chiesto di custodire gli assegni ricevuti nella cassaforte fino al termine dell’orario di lavoro»), di andare in giro affermando «di aver causato i controlli che gli organi ispettivi hanno effettuato negli ultimi tempi» (controlli della Medicina del lavoro in merito all’attuazione della 626, ndr). Marco dà una spiegazione del suo comportamento, l’azienda si ritiene insoddisfatta e lo licenzia.
«Abbiamo impugnato la decisione davanti alla commissione di conciliazione dell’ufficio del lavoro, chiedendo la reintegrazione nel suo posto – prosegue Innocenti – perché lo riteniamo un licenziamento senza giusta causa». «Se fosse ritenuto discriminatorio dall’ufficio del lavoro – informa Francesco Gorelli dell’ufficio vertenze – l’atto sarebbe nullo, anche sotto i 15 dipendenti. Ma in quel supermercato ve ne lavorano di più».




Il supermercato Conad