Prato. I lavoratori delle pulizie scioperano

18/06/2007
    domenica 17 giugno 2007

    Pagina 3 – Prato

      Salari bassi e flessibilità selvaggia,
      i lavoratori delle pulizie scioperano

        Alessandro Bicci

          PRATO. – Salari bassi, orari insostenibili e flessibilità selvaggia. Contro queste condizioni di forte disagio, scatterà anche a Prato il 19 e il 20 giugno lo sciopero nazionale dei dipendenti delle imprese di pulizie e multiservizi. Il contratto è scaduto da 25 mesi. I sindacati chiedono un aumento dello stipendio di 90 euro. Una strada ancora in salita, visto che la controparte padronale propone soltanto uno “scatto” in busta paga di 52. Ovviamente, si parla in ambedue i casi, di emolumenti al lordo.

          C’è poi la parte normativa, con la richiesta di un consolidamento dell’articolo 4 del contratto. E’ quello che tratta i cambi di appalto, soprattutto quando i lavoratori vengono assunti dall’azienda che si è aggiudicata la gara. Si punta a contrastare il fenomeno del lavoro nero e la concorrenza sleale. Quest’ultima è molto diffusa. «Ci sono parecchie aziende che sottoscrivono contratti “illegali” con sigle sindacali autonome», sottolinea Aniello Montuolo della Fisascat-Cisl. Una strada che contrasta il rinnovo del contratto, quello vero. «Si rende in questo modo più precario un lavoro che è già flessibile al massimo. E le retribuzioni arrivano addirittura ad essere tagliate di un terzo». I sindacati chiedono anche regole certe e trasparenti in tema di formazione e sicurezza.

          Ma chi sono e che tipo di lavoro fanno gli addetti alle pulizie? Quattro su cinque sono donne, in gran parte madri, e molte provengono dall’Europa orientale. Svolgono le proprie mansioni previste nell’arco di 14 ore settimanali, con forti disagi di tempo, prima e dopo l’apertura degli uffici. Si spostano 3-4 volte il giorno per coprire fasce di orario che vanno in genere dalle 6 alle 8, sia la mattina che il pomeriggio. «Un impegno che costa molto, fatto tuttavia con grande sacrificio – afferma Manuela Marigolli della Filcams Cgil – La loro paga oraria è davvero bassa. Si aggira sui 6,32 euro lordi nei multiservizi, andando anche più giù in settori come l’artigianato».

            Lo sciopero inizierà mercoledì prossimo. A Prato, in piazza del Comune ci sarà un presidio dalle ore 10 alle 13 con distribuzione di volantini. Il giorno dopo si svolgerà la manifestazione regionale a Firenze all’auditorium “Al Duomo”.

            I sindacati contano su una piena riuscita dell’iniziativa. «Abbiamo inviato 2.000 fax a banche, uffici pubblici e aziende. L’opinione pubblica si deve accorgere della dignità e del senso di sacrificio di questi lavoratori», ricorda Marigolli. Il 21 giugno è previsto anche un intervento del Ministero del Lavoro al tavolo di confronto, che potrebbe portare alla soluzione del nuovo contratto nazionale. Un risultato che viene auspicato anche a Prato, dove ci sono centinaia di imprese con uno-due dipendenti, spesso non assicurati e con lo straordinario pagato fuori busta.