Ppr avanza su Gucci, il controllo sale al 60%

27/01/2003


Sabato 25 Gennaio 2003

FINANZA E MERCATI
Ppr avanza su Gucci, il controllo sale al 60%

Rileva il 2,9% – La griffe acquista azioni proprie
C.PER.


FIRENZE – Prosegue la marcia di Ppr verso quota 70% nel capitale di Gucci . Il gruppo francese ha annunciato di aver dato mandato per l’acquisto di altri 3 milioni di titoli della griffe fiorentina, pari al 2,9% della società. L’operazione sarà realizzata sui mercati di Amsterdam e New York (dove Gucci è quotata) nel periodo che va dal 28 gennaio al 4 aprile. Ppr, che già controlla il 58,2% dell’azienda guidata da Domenico De Sole, si appresta così a salire sopra il 60 per cento. E probabilmente non si fermerà. L’accordo del settembre 2001, con il quale la holding parigina s’è impegnata a rilevare l’intero capitale di Gucci al prezzo di 101,50 dollari nel marzo 2004, prevede infatti che Ppr possa spingere il controllo sull’azienda fiorentina fino al 70% entro quella data. Con un valore di Borsa di Gucci che oscilla intorno ai 94 dollari, è quello che sta accadendo. Non a caso, la quota di Ppr è già passata dal 53 al 55% a cavallo tra la fine del 2002 e i primi giorni del 2003, per poi raggiungere il 58,2% attualmente dichiarato. In attesa di arrivare al 61,1% da qui ad aprile, quando Gucci ufficializzerà i conti dell’esercizio che si chiude il prossimo 31 gennaio. Anche Gucci ha comunicato ieri l’intenzione di acquistare 3,5 milioni di azioni proprie (pari al 3% del capitale), nel periodo dal 27 gennaio al 30 aprile, attraverso Morgan Stanley. «Poiché la società conserverà temporaneamente in cassa i titoli acquistati, rimettendoli a favore dei dipendenti Gucci per esercizi di stock option – spiega una nota – le azioni non saranno soggette a tassazione. L’operazione avverrà in autofinanziamento». La nota di Gucci fa esplicito riferimento alla volontà di rispettare la insider trading policy del gruppo, in linea con le normative del mercato americano e di quello olandese. In altre parole, l’azienda guidata da De Sole ha incaricato la propria banca di fiducia di acquistare i titoli (considerati un buon investimento a questi prezzi), prima che scatti il periodo di 60 giorni di non operatività obbligatoria per motivi di insider, in vista della chiusura dell’esercizio 2002 e della relativa elaborazione dei risultati. Su questo fronte, da Firenze non esce una parola. Nessun accenno all’andamento delle vendite nel periodo di Natale, e alle relative attese per il quarto trimestre. Gli ultimi dati disponibili sono quelli diffusi dal gruppo il 9 dicembre scorso, quando De Sole decise di correggere al ribasso, da 2,6 a 2 dollari per azione, le attese di redditività per il 2002 a causa di un mercato che non accennava a ripartire nel settore dei beni di lusso. In quell’occasione, Gucci ritoccò (sia pur di poco) anche la previsione per i ricavi dell’intero esercizio, da 2,6 a 2,5-2,6 miliardi, con un margine operativo che scendeva dal 13 al 12 per cento. E, in mancanza di ulteriori correzioni di tiro, è ragionevole pensare che il periodo natalizio abbia confermato queste indicazioni.