Poveri, 3 ore di lavoro per un Big Mac

01/03/2005

    martedì 1 marzo 2005

    Pagina 14 – Economia

    IL RAPPORTO

      Indagine Ubs sul potere di acquisto nel mondo. Roma penultima in Europa. Oslo la città più cara
      Chicago e Nairobi, i poli del benessere e del malessere
      Poveri, 3 ore di lavoro per un Big Mac
      nei paesi ricchi ci vogliono 10 minuti
      A Milano le retribuzioni al netto dell´inflazione sono la metà che a Zurigo
      In Italia occorre lavorare tra 21 e 26 minuti per coprire il prezzo di un panino

        ROMA – Chi ama l´hamburger a Nairobi deve lavorare tre ore per comprarsi un Big Mac, chi invece ama la carne macinata con salse e cipolla a Chicago può permettersela pagando un prezzo equivalente a 9 minuti di lavoro. Il Nord e il Sud del mondo si dividono sul prodotto-simbolo della globalizzazione, al pari delle Nike e della polvere per il latte della Nestlé, e cioè l´hamburger di MacDonald´s. L´idea di far diventare l´hamburger un indicatore del potere d´acquisto, e dunque del benessere, dei vari paesi del mondo è stata adottata anche dalla Ubs, la grande banca svizzera, che in questi giorni ha aggiornato il Mac-Index, fermo al 2003, ai dati di quest´anno considerando inflazione e nuovi tassi di cambio tra le monete.

        La differenza di condizione tra l´abitante di Nairobi e quello di Chicago non si attenua se l´oggetto dell´acquisto è meno sofisticato e più legato alle abitudini alimentari locali: per un chilo di riso a Chicago basta l´equivalente di 6 ore di lavoro, ma a Nairobi ci vuole più di un´ora. Il potere d´acquisto nel nostro paese è meno alto di quanto si possa pensare: Il Big Mac costa 21 minuti di lavoro a Milano e 26 a Roma, senza variazioni rispetto all´ultima analisi di due anni fa.

        Se il Mac-Index consente di raffrontare il potere d´acquisto tra le diverse aree del mondo, l´altra classifica dell´Ubs consente di valutare in assoluto le città più care del mondo. Ebbe in cima alla classifica c´è Oslo, seguita da Copenhagen, Tokio e Zurigo. Parigi è costosa e figura all´ottavo posto, prima di New York collocata al dodicesimo. Milano si piazza al ventiduesimo posto, Roma arriva solo al 24 posto, dopo Berlino. Sono bassi i prezzi a Mumbai anche se, come abbiamo visto, per poterli sostenere bisogna lavorare spesso di più che in molte nazioni occidentali. Da segnalare che nell´ottica dei prezzi globali la debolezza del dollaro statunitense ha reso più convenienti le città Usa, e che Hong Kong non figura più nella rosa delle città più care.

        Una classifica più dettagliata sul potere d´acquisto interno, data dal rapporto tra quanto si guadagna e quanto si spende, dice che chi vive a Milano ha un potere d´acquisto dimezzato rispetto a chi vive a Zurigo. Nell´ambito dell´Unione europea il maggior potere d´acquisto è in mano agli abitanti di Dublino, seguiti da Francoforte, Copenhagen: in questa sede Roma è in penultima posizione e Milano in quartultima.

        Sempre a livello interno, e dunque non comparato con gli altri paesi attraverso la sintesi del potere d´acquisto o, più semplicemente del Mac-Index, c´è la classifica dei salari: a Copenhagen sono in più alti, seguita da Zurigo, Basilea e Oslo. Milano arriva solo al venticinquesimo posto, mentre Roma si colloca al ventinovesimo. Inutile dire che è il Terzo Mondo ad occupare le ultime posizioni in classifica: a Rio de Janeiro, ad esempio, si guadagna un salario dieci volte più basso che a Copenhagen.

          (r.p.)