Potenza. Tensione alla protesta degli 800 ex-lsu della Sma

20/12/2004



            BASILICATA

            venerdì 17 dicembre 2004


            Tensione alla protesta degli 800 ex-lsu della Sma
            Gli ex lavoratori socialmente utili hanno circondato il Palazzo della Giunta regionale e hanno proclamato una nuova giornata di sciopero per martedì 21 dicembre
            POTENZA – I lavoratori della Sma Basilicata – società che occupa 800 ex lavoratori socialmente utili – hanno sospeso nel pomeriggio il presidio insediato stamani a Potenza dinanzi al Palazzo della Giunta regionale e hanno proclamato una nuova giornata di sciopero per martedì 21 dicembre, in concomitanza con la seduta del Consiglio regionale. L’astensione è stata decisa dopo che il governatore Bubbico ha detto a una delegazione dei manifestanti di non vedere al momento le condizioni per la costituzione di una società mista che stabilizzi gli lsu.

            Intorno alle ore 14 si sono registrati alcuni momenti di tensione tra i manifestanti e alcuni dipendenti regionali, a cui è stata impedita l’uscita dai parcheggi di via Anzio. Gli stessi dipendenti hanno potuto abbandonare la Regione solo intorno alle 15.30. Per diverse ore la protesta ha creato disagi alla circolazione automobilistica.


            In mattinata, una delegazione di lavoratori, guidata dai segretari regionali di Cgil, Giannino Romaniello, Cisl, Nino Falotico e Uil, Michele D’Elicio, è stata ricevuta dal presidente della Giunta regionale, Filippo Bubbico. Al Governatore lucano i lavoratori hanno chiesto di «procedere alla costituzione di una società mista pubblico-privata, nel rispetto degli accordi assunti nel settembre del 2001 e prima del termine della legislatura».


            «In questo momento – ha risposto Bubbico – non ravvedo le condizioni per la costituzione della società mista. Il mio parere attuale è negativo, sia perchè non ci sono i tempi tecnici, considerato che il Consiglio perderà potere il prossimo 14 febbraio, sia perchè l’ allocazione dei lavoratori della Sma deve essere valutata nello stesso contesto di quella dei lavoratori forestali e degli altri lsu della regione. Non mi assumo una responsabilità che spetta alla prossima Giunta che, da aprile, guiderà la Regione Basilicata».


            «In questo momento – ha aggiunto Bubbico – il problema non riguarda la costituzione della società mista, bensì il lavoro stesso degli 800 dipendenti della Sma. Il maxi emendamento presentato dal Governo potrebbe prevedere un taglio ai fondi da destinare al capitolo degli ex lsu. Ecco perchè ho timore che da parte dello Stato, per il 2005, potrebbero mancare le necessarie risorse per il pagamento di questi lavoratori. La Regione Basilicata assicura il pagamento della quota spettante, ma, nel caso di tagli da parte del maxi emendamento, questi sforzi si rivelerebbero vani».


            «Nel contempo – ha dichiarato Bubbico – mi impegno a creare un gruppo di lavoro, condiviso anche con i sindacati, che incontri i Ministeri dell’ Agricoltura e del Lavoro per comprendere se esistono le condizioni per la creazione di una società mista».
            Al termine dell’ incontro con Bubbico, i sindacati e la delegazione dei lavoratori si sono detti insoddisfatti. «Crediamo – hanno dichiarato in maniera unitaria i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil – che sia necessaria la creazione di una società mista. Lunedì mattina sarà insediato un presidio con i delegati sindacali. Martedì, invece, vi sarà lo sciopero, a cui parteciperanno tutti gli 800 lavoratori della Sma. In quell’ occasione, chiederemo ai consiglieri regionali di maggioranza ed opposizione di occuparsi di questa vertenza».


            «Il Governo regionale – ha detto ai manifestanti il segretario regionale della Cisl, Nino Falotico – se non darà corso alla costituzione della società mista, come già previsto da una sua stessa deliberazione, si assumerà la responsabilità di aprire un conflitto sociale durissimo».


            «Le motivazioni che ci hanno spinto a scendere di nuovo in piazza – ha aggiunto il segretario regionale Fisascat Giuseppe Arcieri – sono essenzialmente di prospettiva, perchè, al di là della possibile proroga per tutto il 2005 della convenzione con la Sma, il bersaglio che ci interessa colpire è quello di una stabilizzazione seria e duratura, che vada oltre il giugno del 2006».