Potenza. Ronda: faccia a faccia azienda-sindacati

04/04/2002

La Gazzetta del Mezzogiorno

POTENZA 03 aprile 2002 Page 47




  
Ma la Filcams Cgil si dichiara indisponibile alla trattativa in presenza di procedure di licenziamento

Ronda: faccia a faccia azienda-sindacati

Si parlerà di spettanze economiche arretrate e problemi contrattuali


Potenza 
Spettanze economiche arretrate e problemi legati ad aspetti contrattuali: su questi due temi s’incontreranno la direzione dell’istituto di vigilanza «La Ronda» di Potenza e i sindacati. Finalmente, le parti, su iniziativa dei vertici aziendali, avranno un «faccia a faccia» dopo i «veleni» e le polemiche che hanno, di fatto, incrinato i rapporti. La Filcams-Cgil, dopo aver esposto le proprie posizioni sui temi in discussione, ha espresso l’indisponibilità ad un qualsiasi accordo in presenza delle procedure di licenziamento. Nel merito delle richieste, l’azienda – secondo quanto sottolineato dal sindacato – non ha offerto praticamente nulla. Essa ha espresso soltanto una disponibilità al confronto e ad un accordo molto parziale, quindi, inaccettabile. I sindacati Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, invece, hanno sottoscritto un accordo che autorizza la ditta a mantenere le pendenze economiche nei confronti dei lavoratori e ad applicare a suo modo alcune norme contrattuali. L’accordo – secondo quanto segnalato sempre dalla Filcams-Cgil – in pratica raccoglie soltanto delle briciole, ma costituisce un atto grave dei due sindacati, che danneggi e divide i lavoratori. L’intesa cade in un momento particolare del confronto con l’istituto, che mentre da una parte dichiara di essere interessato alla costituzione della società mista con la Regione Basilicata, che garantirebbe le prospettive produttive ed occupazionali, dall’altra vuole licenziare 50 lavoratori. La procedura di licenziamento contrasta palesemente con la dichiarazione di essere interessata alla costituzione della società mista. Licenziamenti e società mista – aggiunge la Filcams-Cgil – non possono coesistere. Se la Ronda ha realmente dei problemi produttivi – aggiunge il sindacato – ci deve spiegare perché ha bloccato l’iniziativa del sindacato per far adeguare le tariffe di legalità e perché gli istituti non richiedono alla prefettura il loro ulteriore adeguamento a seguito del rinnovo del contratto nazionale. La Regione, che da mesi conduce la trattativa con l’istituto, deve riconvocare le parti per definire la loro volontà nella direzione della costituzione della società mista. Di fronte ad una prospettiva certa e condivisa è possibile definire un accordo conciliativo su alcune pendenze economiche.
Essa non vuole un confronto vero, ma pretende che venga accettato soltanto il suo punto di vista. Per questo la Ronda ha deciso di fare la lotta alla Filcams e di accaparrarsi le simpatie degli altri sindacati di categoria. In questi giorni – conclude la Cgil – stanno circolando tra i lavoratori molte falsità, ed invitiamo gli stessi a riflettere e a non prestarsi alle varie strumentalizzazioni. Per questo, ancora una volta, siamo costretti a fare chiarezza sui vari problemi in essere, anche alla luce dell’incontro del 15 marzo con l’azienda, da cui è scaturito l’accordo separato con Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil.