Potenza. Non c’è pace per i lavoratori della Ronda

25/03/2003

LA GaZZETTA DEL MEZZOGIORNO



            25 marzo 2003 – Potenza



            Non c’è pace per i lavoratori della Ronda

            Potenza 
            Non c’è pace per i lavoratori della Ronda. Dopo le dichiarazioni dell’assessore alla viabilità, Felice Scarano, in merito alla riorganizzazione del personale addetto al servizio di vigilanza nelle scale mobili del capoluogo, la rappresentanza sindacale aziendale della Filcams Cgil (Rsa) è insorta. Secondo quanto affermato dall’assessore Scarano le guardie giurate dovrebbero essere affiancate dal personale della Sti, la società che dal primo gennaio gestisce il servizio urbano.
            «L’assessore – dicono i rappresentanti del sindacato – ha tralasciato di dire che le unità dei vigilantes verrebbero ridotte di numero. Infatti, a partire dal primo aprile, da 13 unità si passerebbe a 4. Le unità così composte andrebbero ad operare due per ogni turno. Insomma, la riduzione del personale sarebbe notevole. Con questa azione, continuano i rappresentanti sindacali, l’amministrazione mostra la sua ingratitudine verso l’efficiente servizio reso fino ad ora dalle guardie giurate».
            I vigilantes, infatti, ci tengono a sottolineare che prestano servizio nella scale mobili da dieci anni (sin dalla loro entrata in funzione) garantendo all’intera comunità un margine di sicurezza notevole. Si va dalla repressione di atti vandalici o di piccoli reati al ben più impegnativo compito di manutenzione. «Non a caso – dicono le Rsa – i vigilantes hanno seguito un corso di un mese, ottenendo la qualifica di «addetto alla manutenzione degli impianti». In questo modo, l’amministrazione comunale – fanno sapere i lavoratori – ne ha tratto un notevole risparmio economico se si pensa che l’intervento di un tecnico esterno costava dalle 300 alle 800 mila delle vecchie lire. Se facciamo i conti, nell’arco dei dieci anni comprendiamo anche il livello di risparmio». Insomma, sembrerebbe che la già difficile situazione del lavoratori della Ronda possa, dal primo aprile, ulteriormente peggiorare. Ed è per questo motivo che i lavoratori chiedono all’amministrazione comunale di avere «un atteggiamento più responsabile e di non lasciare che le tredici unità diventino quattro. Questa operazione produrrebbe come unico risultato – dicono – quello di danneggiare ancora di più l’azienda e i lavoratori».
            Durante gli ultimi incontri tenutisi per discutere della possibile costituzione della società mista, anche «l’amministrazione comunale ha dichiarato – dice la Rsa – da una parte di essere favorevole a questa ipotesi e dall’altra ha, però, annunciato una riduzione del personale». Intanto ieri, a Potenza, Mario Pavone, consulente di un imprenditore del Nord che sarebbe intenzionato a rilevare «La Ronda», ha incontrato i vertici di Sviluppo Italia ai quali ha chiesto di esaminare quanto prima i bilanci dell’azienda.
Angela Di Maggio