Potenza. Come salvare gli addetti Sma

02/11/2005
    sabato 29 ottobre 2005

    In un incontro, tenutosi ieri alla Regione, sono emerse tre ipotesi per il futuro degli 800 lavoratori

      Ecco come salvare gli addetti Sma

        Si pensa ad una società che potrebbe essere pubblica, privata o mista

        Lagonegro – Tre ipotesi per il futuro dei circa 800 lavoratori della Sma. Sono emerse in un confronto che si è tenuto ieri mattina in Regione. La prima prevede una società pubblica, la seconda una mista, pubblico – privata, la terza una società solo privata. Le tre ipotesi sono state illustrate dal direttore di Elba (Ente Basilicata Lavoro) Nino D’Agostino che ha anche valutato i pro e i contro di ciascuna di esse. Il comitato tecnico (funzionari regionali, Elba, Italia Lavoro e sindacati) costituito appositamente per elaborare la nuova proposta progettuale ha fatto le proprie valutazioni che ora il direttore generale del dipartimento formazione e lavoro Gerardo Calvello rappresenterà all’assessore Carlo Chiurazzi. Dopo che questi si sarà pronunciato sulla soluzione che riterrà più idonea si aprirà nuovamente il «tavolo» del confronto tra i componenti del comitato tecnico per definire la proposta definitiva.

          I sindacati hanno ribadito il loro orientamento per la società mista pubblico – privata. Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltuscs Uil sarebbe questa la soluzione da privilegiare «in quanto – affermano i tre segretari Matteo Mosca, Giuseppe Arcieri e Rocco Della Luna – la più idonea, utile e produttiva per consentire alla Regione di creare una struttura di protezione civile che possa funzionare per tutto l’anno e non solo d’estate. Durante la riunione si è parlato anche di altre possibili soluzione sulle quali sarà chiamato a pronunciarsi l’assessore perchè finalmente si possa chiudere questa fase, in quanto non è più possibile tirare oltre la corda poichè i tempi sono davvero molto stretti. Bisogna fare in fretta».

          La convenzione con la Sma scade a giugno dell’anno prossimo. I problemi sono due e praticamente collegati: come reperire i fondi, cioè i circa 15 milioni di euro assicurati attualmente dalla Basilicata e dai Dicasteri romani del Lavoro e delle Politiche Agricole, e l’elaborazione del nuovo progetto che dovrà essere arricchito di ulteriori elementi inerenti le attività da svolgere perchè i lavoratori possano sperare di proseguire le attività anche dopo giugno dell’anno prossimo. Quanto più sarà credibile il piano tanto più saranno le possibilità che venga finanziato, e quindi di un impiego stabile e duraturo per gli addetti. Ma i lavoratori sono preoccupati. Temono, conoscendo i tempi della burocrazia, che non si faccia in tempo per la scadenza della convenzione. La loro paura, confidano, è quella di diventare stagionali, o peggio ancora che nei loro confronti si adotti una politica assistenzialistica. I circa 800 lavoratori della Sma d’estate svolgono attività di prevenzione nel campo degli incendi mentre d’inverno si dedicano alla pulizia dei corsi fluviali.
          L’obiettivo dei sindacati è naturalmente quello della stabilizzazione di questi lavoratori.

          Pino Perciante