Posti lavoro, rallenta caduta

01/12/2004


             
            mercoledì 1 dicembre 2004
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            Posti lavoro, rallenta caduta
             
            Lo rilevano i dati Istat. Continua l’emorragia nell’industria, bene il terziario.
            A settembre -8 mila unità, su base annua -3%
            di Bruno Mastragostino  
            Rallenta ancora la caduta dei posti di lavoro nelle grandi imprese, ma è sempre nell’industria che non si ferma l’emorragia, mentre nel terziario nell’ultimo anno sono nati ben 15 mila nuovi posti.

            A settembre, secondo i dati diffusi ieri dall’Istat, l’indice degli occupati nelle grandi imprese (500 e più addetti) è passato a 95,2 (base 2000=100) determinando una flessione tendenziale dello 0,4%, mentre a livello congiunturale la variazione è stata pari a -0,1%. Nel dettaglio, l’indice delle grandi imprese dell’industria si è fissato a 88,4 con una perdita annua del 3% e mensile dello 0,3%, mentre l’indice relativo alle grandi imprese dei servizi è salito a 100,3 facendo registrare un incremento tendenziale dell’1,3% e congiunturale dello 0,1%.

            In valore assoluto, spiegano i tecnici dell’Istat, a settembre sono stati persi circa 8 mila posti di lavoro, ma nella grande industria c’è stato un calo di 23 mila addetti mentre nei servizi sono state guadagnate 15 mila posizioni lavorative.

            Nel terziario, prosegue l’Istat, soltanto l’intermediazione monetaria e finanziaria (-0,8% su base annua) ha fatto rilevare un decremento, mentre tutti gli altri settori sono in aumento. In testa gli alberghi e ristoranti (+5,8%), poi il commercio e riparazione di beni di consumo (+2,8%), i trasporti, magazzinaggio e comunicazioni (+1,5%) e le altre attività professionali e imprenditoriali (+1,3%). Tutti negativi, al contrario, i settori della grande industria, dove le perdite più consistenti sono state registrate nelle industrie alimentari e del tabacco (-6%), nel tessile-abbigliamento (-5,4%) e nell’energia elettrica, gas e acqua (-4,7%), le flessioni più contenute sono, invece, state rilevate nei mezzi di trasporto (-0,2%), nei metalli non metalliferi (-1,5%) e nelle altre industrie manifatturiere (-1,6%).

            Sempre a settembre, l’Istat ha rilevato nella grande industria un aumento della cassa integrazione guadagni (+1,1 ore) che porta a 23,8 ore per mille lavorate il ricorso alla cig; c’è poi un incremento delle ore effettivamente lavorate (+1,4%) e una leggera flessione del ricorso allo straordinario (-0,1%) che spinge al 4,5% le ore di straordinario sul totale, mentre le ore di sciopero sono state 1,4 per mille; in crescita i salari e il costo del lavoro, pari rispettivamente a +1,9 e +2%.

            Nel terziario di maggiore dimensione, infine, la cig è pari a due ore ogni mille lavorate (+0,8 ore), le ore effettivamente lavorate sono diminuite dell’1%, l’incidenza dello straordinario è cresciuta dello 0,4% spingendo al 5,9% il ricorso totale allo straordinario, mentre le ore di sciopero sono state il 4,4 per mille; sia i salari (+6%) che il costo del lavoro (+5%) sono in rialzo. (riproduzione riservata)