“Postelezioni” I candidati-sindacalisti fanno il pieno di voti (2)

07/04/2005
    giovedì 7 Aprile 2005

      Rifondazione Comunista in Lombardia elegge addirittura tre ex leader: Agostinelli, Squassina e Muhlbauer. Ma non sono i soli
      I candidati-sindacalisti fanno il pieno di voti

      Luigina Venturelli

        MILANO Sarà per l’indole battagliera conquistata in anni di lotte contrattuali, sarà per l’approccio concreto maturato dopo vertenze dalla difficile mediazione, ma una cosa è certa: il sindacato è una garanzia anche in politica. Lo dimostrano gli ottimi risultati che in tutta Italia hanno premiato ex sindacalisti all’esordio nelle ultime elezioni regionali: chi si è presentato alle urne è spesso stato eletto con migliaia di preferenze personali.

          Un fenomeno che vede la Lombardia come regione capofila, con ben otto neo consiglieri eletti. A farne orgogliosamente le spese è soprattutto la Cgil, che all’agone politico lascia tre suoi esponenti di spicco: Ardemia Oriani, ex segretario dello Spi di Milano candidata con i Democratici di Sinistra, Mario Agostinelli, ex segretario della Cgil Lombardia, e Osvaldo Squassina, ex segretario della Fiom di Brescia, entrambi candidati con Rifondazione Comunista. Nelle liste del partito di Bertinotti (che si aggiudica tutti e tre i seggi ottenuti con esponenti sindacali) anche Luciano Muhlbauer, ex responsabile internazionale del Sin.Cobas. Dagli organigrammi della Cisl arrivano, invece, due eletti della Margherita: Carlo Spreafico, ex segretario di Lecco, e Maria Grazia Fabrizio, ex segretario di Milano.

            Ne risulterà probabilmente un’opposizione a Formigoni ancora più agguerrita sui temi del lavoro e della sanità: «Da vent’anni gli operai sono invisibili per la politica – afferma Squassina, eletto con oltre 5mila preferenze che ne fanno il più votato del suo collegio – nonostante la Lombardia sia una regione industriale. Il mio impegno sarà soprattutto in questa direzione: combattere per i diritti oggi negati ai lavoratori dalla precarietà e dalla riduzione salariale, ridare importanza alla classe operaia. Con tutte le conseguenze che ne derivano anche in tema di sanità, trasporti, scuola e ambiente». Dopo cinque anni alla guida dei pensionati milanesi, Ardemia Oriani porta in dote alla lista Uniti nell’Ulivo quasi 12mila preferenze ed una ferratissima esperienza in campo assistenziale: «La libertà di scelta propagandata dal centrodestra nella sanità ha creato solo disagio e malessere fra i cittadini, nonchè un grosso disavanzo nonostante le spese sanitarie costituiscano il 78% del bilancio regionale. Non è un caso se proprio l’assessore alla sanità, Carlo Borsani, non è stato rieletto».

              Un caso particolare è quello costituito da Rosi Mauro, ex segretaria del sindacato padano, meglio nota come la pasionaria della Lega Nord (ruolo che, in effetti, ha spesso preso il sopravvento sui compiti più strettamente sindacali). Caso particolare, perchè altrove le candidature con il centrodestra sono state foriere di sconfitte anche per chi può vantare un passato nel sindacato: si veda il cocente fallimento di Raffaele Caprio, ex segretario organizzativo della Cisl di Bari, presentatosi in lista fra i sostenitori di Fitto.

                Tutto un altro destino è stato riservato ai candidati del centrosinistra. Fra gli eletti Luca Ciabatti, ex segretario della Funzione Pubblica Cgil in Toscana (Rifondazione Comunista) e Massimo Pineschi, ex responsabile legale della Uil nazionale (lista civica per Marrazzo). Fra i sostenitori del neo governatore del Lazio anche Luigi Canali, ex segretario Funzione Pubblica Cisl in regionale: «La gente ha dimostrato di avere più fiducia in chi per anni ha difeso i diritti dei lavoratori con grande pragmaticità. Gli elettori hanno premiato la nostra conoscenza del territorio, la nostra vicinanza alle persone e ai loro problemi più concreti».

                  Tra due settimane, nelle elezioni regionali della Basilicata, toccherà a Giannino Romaniello – ex segretario della Cgil lucana, Uniti nell’Ulivo – confermare questa tendenza.