Postalmarket: uno spiraglio ai licenziamenti

17/05/2007
    giovedì 17 maggio 2007

    Postalmarket
    Uno spiraglio ai licenziamenti

      di PATRIZIA TOSSI

      PESCHIERA BORROMEO

      «SIAMO ARRIVATI al tavolo delle trattative con la lettera di licenziamento in mano, ma abbiamo ottenuto la garanzia di poter avviare una nuova cassa integrazione per tutti i lavoratori della Postalmarket». È un’ipotesi che potrebbe trovare conferme positive entro pochi giorni quella annunciata ieri da Federico Antonelli della Cgil, uno dei sindacalisti che da anni stanno seguendo la lunga crisi occupazionale della Postalmarket.

        SI È CONCLUSO con uno spiraglio positivo l’incontro organizzato ieri pomeriggio in Regione con i lavoratori, gli enti locali e le parti sindacali coinvolte nella vicenda. «Finalmente – continua Antonelli – abbiamo iniziato a fare dei ragionamenti concreti sulla possibilità di aprire la procedura di cassa integrazione. Non posso entrare nei dettagli della durata della cassa, per questo dovremo attendere l’incontro con l’azienda, fissato per la settimana prossima». È una speranza per i 150 lavoratori dello stabilimento di San Bovio, messo in vendita dalla proprietà del marchio Postalmarket con l’intenzione di cedere il call center e una parte del magazzino alla società Multiservizi, come fosse un ramo d’azienda. A questo progetto si sono opposti i sindacati e i lavoratori, decisi a trovare una soluzione per tutti. «Non si può dire che la cassa integrazione risolva il problema occupazionale dei lavoratori – aggiunge Antonelli – ma è una garanzia in più, un’alternativa alla lettera di licenziamento».

        NEI PROSSIMI giorni inizierà una trattativa diretta con l’azienda per concordare la lunghezza della cassa e il numero di persone che potranno accerdervi, ma soprattutto bisognerà capire se all’orizzonte esistano le possibilità di ottenere una mobilità lunga per i lavoratori più anziani, così da poter arrivare fino alla pensione. Con questa nuova chiusura, il destino del marchio sembra ormai segnato a tramontare definitivamente. Qualche speranza è affidata alla cessione del marchio alla società francese Redoutte.