Postalmarket, un lavoro per 75

15/07/2004





Il Cittadino - Quotidiano del Lodigiano


15Luglio2004 San Donato e San Giuliano Pagina 12



  
Intanto cresce la preoccupazione per la sentenza del Tar che annulla la vendita alla Bernardi 
Postalmarket, un lavoro per 75 
Al via da oggi l’accordo per gli esuberi, ma per 300 c’è solo la cassa 
Da oggi ci sono 75 posti di lavoro per il ricollocamento degli esuberi della Postalmarket di Peschiera Borromeo, che assommano a 370 lavoratori, per i quali la cassa integrazione è garantita fino a dicembre.
Il risultato dell’accordo promosso dalla regione e dalla provincia di Milano, su pressione dei sindacati e dei comuni di residenza dei dipendenti, è stato presentato ieri pomeriggio negli uffici regionali ai sindacalisti e ai rappresentanti degli enti locali, fra i quali il nuovo sindaco di Peschiera, Francesco Tabacchi, che in precedenza, da vice sindaco, aveva seguito le traversie dell’ex colosso della vendita per corrispondenza di San Bovio.
L’operazione era cominciata con la proposta di un primo colloquio, presso la direzione provinciale del lavoro di Milano, a tutti i 370 dipendenti ancora in cassa: avevano aderito in 293, e ora, in base alle attitudini e ai luoghi di residenza, si è arrivati a individuare 35 posti disponibili presso agenzie interinali, e una quarantina presso aziende in diverse località del Milanese.
«Attenzione a chiamarli posti, per noi sono posizioni lavorative, o chiamatele anche occasioni di lavoro – commenta Salvatore Amoruso delle Rsu di Peschiera -: si tratta di incarichi interinali e, per il resto, di contratti a termine. Paradossalmente, se a un cassintegrato propongono un part time con uno stipendio base, a quella persona converrebbe rimanere in cassa integrazione».
E comunque per 300 lavoratori non si prospetta neppure un pur flessibilissimo contratto. Attualmente a San Bovio sono occupate 150 persone, «e il lavoro non manca», sottolinea Amoruso.
L’offerta dei 75 posti viene salutata con soddisfazione anche da Tabacchi, che, nuovamente impegnato anche come portavoce di tutti i sindaci dei dipendenti Postalmarket, non nasconde però la nuova tegola che sta per piombare sull’azienda: una sentenza del Tar che ha annullato il passaggio di proprietà dalla gestione straordinaria ex legge Prodi (affidata ai commissari Elio Blasio, Mario Santaroni e Nicola Stock) al gruppo Bernardi di Udine, su istanza delle banche creditrici, sollevando dubbi tra l’altro sulla congruità dei 40 milioni di euro pagati per rilevare l’azienda, compresi gli immobili ma anche i 530 dipendenti.
Una sentenza per la quale Bernardi intenderebbe presentare subito ricorso al Consiglio di Stato.
«Noi continuiamo a chiedere alla regione un piano industriale – conclude Amoruso -, mentre dell’outlet che sarebbe la risposta al fabbisogno di nuovi posti di lavoro continuiamo a non sapere più niente».
Tabacchi chiede invece un tavolo urgente in prefettura.

C. C.