Postalmarket: trattative in stallo

02/07/2003



Il Cittadino - Quotidiano del Lodigiano


02 luglio 2003
Sud Milano
Pagina 15


  

Buio fitto sulla sorte di 420 dipendenti

Trattative in stallo: nessuno spiraglio per la Postalmarket


Peschiera  Resta buio il futuro della Postalmarket e le trattative sono in stallo. Ieri pomeriggio dopo una riunione fiume è parso chiaro che la Bernardi spa, la ditta che vuole acquisire l’azienda che vende abiti per corrispondenza e finita in amministrazione controllata, salverà tutti i lavoratori solo se il Pirellone concederà la licenza per un centro commerciale. Su questa base i sindacati hanno interrotto le trattative: «Non c’interessa premere sulla regione perché conceda licenze – dice Pino Tognacca della Cisl – ma che l’azienda assuma tutti i 573 lavoratori. Riprenderemo a trattare quando la Bernardi avrà chiarito questo punto». Dure le reazioni della Cgil: «La Bernardi ha trasformato una licenza commerciale in una spada di Damocle per 420 lavoratori», scuote la testa Antonio Amoruso, delegato Cgil nelle rsu della Postalmarket. Lunedì all’incontro in regione sembravano essersi riaperti degli spiragli di trattativa fra la Bernardi spa, società di abbigliamento sportivo che si è offerta di acquisire il marchio, e i sindacati della Postalmarket che tentano disperatamente di salvare dal licenziamento 420 dei 573 lavoratori. Il patròn della Bernardi Riccardo Di Tommaso, infatti, si è detto nelle condizioni di assumere soltanto 150 dei 570 addetti ora in cassa integrazione e ha subordinato il salvataggio degli altri 420 alla realizzazione di un mega centro commerciale da 80 mila metri quadrati sull’asta della Paullese. All’ultima riunione la regione ha opposto un secco no, motivandolo con l’impossibilità di concedere una licenza commerciale per un centro così grande e soprattutto in pieno parco Sud. I dirigenti della Benardi (Di Tommaso non s’è presentato all’incontro nell’agenzia regionale del lavoro) hanno ribadito che si faranno carico di tutti i 573 dipendenti della Postalmarket soltanto se potranno fare il centro commerciale e hanno dato mandato ai tecnici di trovare entro una settimana una soluzione alternativa: si parla di un’area dismessa nell’hinterland milanese e con una metratura decisamente più bassa. Nel frattempo i tempi stringono perché la cassa integrazione concessa ai 573 lavoratori della Postalmarket scadrà il prossimo 24 luglio e la proroga degli ammortizzatori sociali (da due a quattro anni) verrà concessa dal ministero del Lavoro soltanto nel caso vada in porto l’acquisizione dell’azienda di Peschiera oggi in amministrazione controllata dopo il crack di Eugenio Filograna.

Francesco Gastaldi