Postalmarket: terzo bando per cercare l’acquirente

26/02/2003





26 febbraio 2003
San Donato
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            Postalmarket: terzo bando per cercare l’acquirente

            Peschiera  Sarà pubblicato oggi su alcuni quotidiani a diffusione nazionale il terzo bando per la vendita al miglior offerente della Postalmarket di Peschiera Borromeo: lo hanno annunciato attorno alle 13 di ieri i tre commissari che amministrano l’azienda dalla fine del 2001 e che hanno comunque chiarito che, anche se non ci sarà una base, le offerte ritenute troppo esigue non potranno essere accettate. In gioco, oltre al futuro di circa 570 lavoratori, ci sono anche 70 mila metri quadrati di terreno a San Bovio di Peschiera Borromeo.
            In mattinata commissari, rappresentanti dei lavoratori, sindaci e sindacalisti sono stati ricevuti in regione da un funzionario dell’assessorato al lavoro: «Ha sottolineato il fatto che ci sono molti soldi a disposizione per la formazione professionale e ha esortato le amministrazioni comunali a cercare aziende interessate a offrire posti di lavoro – spiega Antonio Amoruso delle Rsu -: ho l’impressione che qualcuno voglia favorire il business sulla formazione, glissando sul problema reale di un’azienda che rischia di chiudere».
            All’incontro del pomeriggio con il prefetto di Milano Bruno Ferrante, il quale si è impegnato a garantire che tutte le parti in gioco si impegnino fino in fondo nel loro ruolo, ha partecipato anche l’assessore regionale alla formazione Alberto Guglielmo. «Ci sono cose poco chiare nell’obiettivo finale – rimarca Amoruso -, comunque il presidio sotto il Pirellone prosegue, sfideremo il centrodestra a venire allo scoperto». Più ottimista Pino Tognacca, sindacalista della Cisl: «Solamente all’indomani del 28 marzo, scadenza del nuovo bando, sapremo se e quanti esuberi ci saranno. Può darsi che l’acquirente voglia diversificare l’attività e non farsi carico di tutti i lavoratori. Bisogna cominciare a pensare a programmi mirati per la ricollocazione». E in molti nasce un sospetto: l’azienda un tempo leader nelle vendite su catalogo rischia di mettere in vendita terreno e lavoratori.