Postalmarket, tensione

11/12/2001

Milano





Postalmarket, tensione

PESCHIERA — Momenti di tensione ieri alla Postalmarket dove una settantina di dipendenti hanno cercato di forzare il presidio permanente di protesta per raggiungere il posto di lavoro, innescando la reazione dei colleghi. Per evitare lo scontro tra chi occupava l’azienda e i lavoratori disposti a entrare in ditta sono intervenuti i carabinieri, allertati dal gruppo dirigente e dalla proprietà.
L’occupazione di «Postalmarket» è iniziata giovedì pomeriggio dopo che l’aveva decisa un’assemblea straordinaria dei lavoratori convocata a seguito dell’annuncio dato dal commissario giudiziale che 460 lavoratori sarebbero stati messi in cassa integrazione. Il provvedimento, però, non è stato ancora concordato con il Governo che dovrebbe assicurare la relativa copertura economica.
Segnali di preoccupazione sono stati espressi anche dal Coordinamento permanente dei Comuni al quale aderiscono le amministrazioni dell’hinterland milanese nei cui territori risiedono i lavoratori della Postalmarket: Peschiera, Settala, Mediglia, Pantigliate, Paullo, Bollate e Arese.
«La Regione Lombardia deve farsi parte attiva – hanno dichiarato i rappresentanti del Coordinamento – e assumere pienamente quel ruolo che gli è conferito dalla legge. Deve indicare metodologie e ipotesi d’intervento che impediscano alla situazione di degenerare. Vi è il rischio di 400 licenziamenti». Un taglio drastico già annunciato ufficialmente dalla proprietà.
«I Comuni – ha precisato il Coordinamento – pur non volendo sostituirsi ai diversi attori in campo (sindacati, impresa, Regione) rivendicano comunque una presenza attiva attraverso un monitoraggio costante della situazione aziendale e del progredire della vertenza e intende valutare le eventuali proposte d’acquisto o progetti di rilascio, considerandone le relative implicazioni». Il sette Comuni del Coordinamento, inoltre, informeranno i cittadini sull’evolversi della situazione e sulle possibili ricadute economiche e sociali sul territorio.

di Patrizia Tossi