Postalmarket: sono ancora 440 i lavoratori in cassa integrazione

22/01/2004




22Gennaio2004

Peschiera 
Ma sono ancora 440 i lavoratori in cassa integrazione: ieri un’infuocata assemblea 
Postalmarket sponsor dell’Udinese 
Il marchio approda in serie A e va alla conquista dell’Est 
Postalmarket ha cominciato a distribuire il suo secondo catalogo (primavera-estate) della gestione Bernardi, ma 442 lavoratori sono ancora a casa in cassa integrazione a zero ore e con l’Inps che liquida le spettanze con i consueti due mesi di ritardo. Poco prima che il gruppo di Udine, che l’estate scorsa aveva rilevato all’asta l’ex colosso della vendita per corrispondenza (finito in amministrazione straordinaria), preannunciasse l’intenzione di lanciarsi anche sui mercati di Repubblica Ceca e Slovacchia, ieri mattina nello stabilimento di San Bovio si è tenuta un’assemblea tra lavoratori ed esponenti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. Ha partecipato anche l’assessore peschierese al commercio e alle attività produttive Luciano Bertelè.Le rappresentanze sindacali unitarie si dicono preoccupate: «Il nuovo catalogo in uscita è meno corposo e aggressivo di quanto preannunciato – spiega Antonio Amoruso -, e di pubblicità della Postalmarket non ne abbiamo vista». Attualmente sono al lavoro 105 dei 547 dipendenti totali; in 40 sono stati richiamati nelle ultime settimane, in gran parte per rispondere agli ordini telefonici. «C’era un accordo sulle priorità di riassunzione – evidenzia Amoruso -, ma la proprietà non sta rispettando questa intesa. Intanto i commissari dell’amministrazione straordinaria tardano nel firmare gli atti che permetterebbero di pagare le liquidazioni maturate nel periodo di commissariamento, e la regione, che dovrebbe attivarsi per la creazione di nuovi posti di lavoro, non si è più vista né sentita».
I lavoratori sono preoccupati per i tempi lunghi, «e molti dei casintegrati sono costretti a chiedere soldi ai parenti o a fare lavoretti improvvisati». Amoruso sollecita anche i sindacati: «Non hanno una linea strategica, e la proprietà, dopo averli cercati per chiudere l’intesa per il rilancio, non ascolta più nè loro né noi delle Rsu». Il 4 febbraio si terrà un’ulteriore assemblea, con la prospettiva di dichiarare lo stato di agitazione per chiedere impegni più decisi per il rilancio.Del supermercato o outlet richiesto inizialmente dalla Bernardi non si parla più, e dal comune di Peschiera non giungono informazioni al proposito, mentre l’amministratore unico del Gruppo Bernardi, Riccardo Di Tommaso, incontrerà la stampa martedì prossimo per illustrare i dati del primo trimestre della nuova gestione e i piani di sviluppo in Italia e soprattutto nell’Europa dell’est. Innanzitutto, non sarà più Bernardi, ma Postalmarket a fare da sponsor principale dell’Udinese a partire da domenica prossima.
Il catalogo italiano uscirà ogni tre mesi, e la prossima edizione sarà ancora più diversificata, e ulteriormente mirata al commercio elettronico.
Bernardi conferma inoltre il suo interesse per Giacomelli e Ferri, due colossi della grande distribuzione sommersi dai debiti come lo è stata la Postalmarket: il 12 febbraio, a Milano, si terrà la prima udienza del processo a carico del penultimo proprietario, Eugenio Filograna.

Car. Cat.