Postalmarket: «Per noi devono essere tutti assunti»

02/05/2003



Il Cittadino - Quotidiano del Lodigiano


Giovedì 1 maggio 2003
Sud Milano
Pagina 17



  

Perplessità e timori sul passaggio al gruppo friulano Bernardi che ha annunciato di poter tenere solo 150 persone su 570

«Per noi devono essere tutti assunti»
I sindacati contro l’ipotesi di tagli al personale di Postalmarket

Peschiera  I sindacati sono rimasti di sasso alla notizia che il gruppo friulano Bernardi, guidato da Riccardo Di Tommaso, avrebbe intenzione di tenere solo 150 dei 570 dipendenti di Postalmarket. Ufficialmente il ministero delle Attività produttive non ha ancora dato il via libera alla vendita della storica ditta di Peschiera, ma dopo due aste andate a vuoto l’unica offerta valida arrivata i commissari liquidatori è stata quella del gruppo Bernardi. E quindi, a meno di sorprese dell’ultima ora, dovrebbero proprio essere i friuliani ad aggiudicarsi la società di San Bovio, con il suo patrimonio di un milione di indirizzi di altrettanti clienti. «Non sappiamo nulla di ufficiale – commenta Pino Tognacca della Cisl . ma per noi valgono i 573 posti di lavoro. La nuova azienda dovrà accollarsi tutto il personale e poi, rispetto al piano industriale, si gestiranno le criticità. Regione e provincia sono già allertate. E poi a noi per adesso non risulta alcun via libera del ministero alla vendita. E il piano che è stato presentato ancora non lo conosciamo. Per adesso quelle che arrivano sono solo voci, ma certo non sottovalutiamo la situazione». Una realtà dove i 570 dipendenti sono in cassa integrazione e ricevono lo stipendio con un ritardo di circa un mese. «I questi giorni mi sono arrivati i soldi di marzo» racconta un operaio. A questo si aggiunge la preoccupazione per il futuro. «L’obiettivo è per 573 posti di lavoro, altra logica non esiste – ripete Federico Antonelli della Cgil – e non possiamo neppure fare valutazioni su qualcosa che non conosciamo. Per noi la situazione è quella di due mesi fa». Quando venne annunciato che l’unica offerta valida per Postalmarket era stata presentata dal gruppo Bernardi e che per conoscere il piano industriale sarebbe stato necessario attendere il perfezionamento della vendita. «Aspettiamo di vedere il progetto – aggiunge Antonelli – per adesso mi pare ci sia già abbastanza confusione». E per fare un po’ di chiarezza la settimana prossima verrà convocata un’assemblea dei dipendenti Postalmarket per stilare un punto della situazione. «Se pensano di darci la stangata – afferma Nerina Benuzzi, segretario della Cgil di Milano – allora la trattativa sarà lunga. Adesso vogliamo vedere il piano e accelerare i tempi della discussione. Si è già perso fin troppo tempo, anche perchè il mercato si muove e ci sono clienti e fornitori in attesa. Vogliamo accelerare le cose in funzione delle necessità produttive dell’azienda». Mentre Massimo Gatti, sindaco di Paullo (uno dei dieci comuni dai quali arrivano i dipendenti Postalamarket), aggiunge: «Se il piano industriale consiste nei tagli allora cominciamo male. E poi non possiamo certo fare discussioni accademiche su Postalmarket, visto che c’è gente che aspetta lo stipendio e che mantiene la famiglia con quei soldi. E più il tempo passa e più la situazione si fa pesante».

Fabio Bonaccorso