Postalmarket, per 380 il futuro resta incerto

04/10/2004


            domenica 3 ottobre 2004

            Postalmarket, per 380 il futuro resta incerto

            MILANO Continua l’odissea per la “riconquista” del posto di lavoro e prosegue la lotta dei lavoratori della Postalmarket. Ieri, per protestare per la mancata attuazione del piano industriale che prevede il riassorbimento di 380 dipendenti in cassa integrazione, i sindacati hanno organizzato un presidio davanti a uno dei punti vendita, a Limbiate (alla porte di Milano), della società friulana Bernardi, che attualmente detiene la proprietà dello storico catalogo delle vendite per corrispondenza dopo che il marchio è stato oggetto di una scellerata politica aziendale da parte dei proprietari precedenti.

            Circa duecento persone fra lavoratori e cassaintegrati hanno manifestato ieri mattina, dalle 10 alle 12, nel centro commerciale di Limbiate dove si trova uno dei 150 negozi Bernardi, azienda specializzata in abbigliamento e presente con propri punti vendita in tutta Italia.

            «La società – ha spiegato Antonio Amoruso, delegato della Rsu per la Cgil – non ha rispettato gli accordi dopo essere subentrata in Postalmarket al posto dell’ex proprietario Filograna: non ha cioè riassorbito nessun lavoratore in cassa integrazione neanche nei nuovi punti vendita».

            «A Limbiate, per esempio – prosegue il rappresentante sindacale – sono stati assunti una ventina di lavoratori ma con le forme del tutto atipiche e precarie della legge Biagi. Siamo molto preoccupati per le 380 famiglie e chiediamo l’intervento della Provincia di Milano per aprire un tavolo in Regione per la salvaguardia dei livelli occupazionali».

            Attualmente nello stabilimento di San Bovio di Peschiera Borromeo, nel Milanese, lavorano soltanto 150 persone.