Postalmarket: «Non lasciate da soli i lavoratori»

26/05/2003





24 maggio 2003



  

Per 200 dei 420 esuberi c’è la possibilità del prepensionamento, per gli altri serve una riconversione guidata

«Non lasciate da soli i lavoratori»

Tagli alla Postalmarket, la provincia promette un aiuto


La provincia di Milano tende una mano ai lavoratori della Postalmarket: dopo la bufera seguita alle disposizioni dei tagli di personale stabiliti dalla Bernardi di Udine, l’impresa disposta ad acquisire la nota azienda peschierese sul baratro del fallimento, la presidente della provincia Ombretta Colli pretende un chiarimento. Lo fa dopo che i sindacati avevano chiesto alla presidente della provincia di farsi portavoce in regione e al ministero delle Attività produttive per rilanciare l’azienda: «Ombretta Colli – spiega Antonio Amoruso, delle Rsu della ditta di vendita per corrispondenza – ha ipotizzato la possibilità di un intervento pubblico nella Postalmarket, anche per un’eventuale riconversione industriale della società». A breve, non appena la provincia avrà esaminato i dettagli della vicenda, sarà indetta una conferenza di servizio per discutere il futuro del marchio peschierese. Saranno convocati anche i funzionari della regione Lombardia, per chiarire anche le modalità di riqualificazione del personale in esubero alla Postalmarket: sarebbero infatti 420 (su 573) i posti di lavoro da tagliare secondo la Bernardi. «Di fatto – continua Amoruso – abbiamo convenuto con la provincia che non è possibile una formazione per un numero così elevato di persone: la sola strada da perseguire per mantenere la costante occupazionale della società è quella della promozione dell’attività industriale della Postalmarket». Il tema della riqualificazione del personale resta comunque ancora all’ordine del giorno: «In realtà – spiega il sindaco di Peschiera, Marco Malinverno – vi sono circa 200 persone che potrebbero essere messe in mobilità lunga per giungere al prepensionamento: per i restanti 200 lavoratori si potrebbero stabilire dei protocolli d’intesa per far sviluppare loro nuove competenze spendibili nel mondo del lavoro». L’offerta d’acquisto della Bernardi (che contempla l’assorbimento di solo 150 dipendenti) è stata l’unica pervenuta a seguito del terzo bando d’asta pubblica, ma non è stata ancora ufficializzata. Le disposizioni della Bernardi sono state accolte positivamente dai tre commissari straordinari (messi a capo dell’azienda dopo la dichiarazione di insolvenza di Eugenio Filograna, ex patròn di Postalmarket), mentre le sigle sindacali hanno reagito con una netta opposizione: «Giovedì, il giorno della presentazione dell’offerta in prefettura di Milano, è stata una giornata disastrosa».

Francesca Amé