Postalmarket: niente soldi per chi se ne va

07/03/2003



Lombardia – venerdì 7 marzo 2003


Postalmarket, futuro incerto
E niente soldi per chi se ne va

        PESCHIERA BORROMEO (Milano) – E’ ancora nerissima la situazione occupazionale della Postalmarket, l’azienda specializzata nella vendita per corrispondenza ormai sull’orlo del tracollo. Sul versante occupazionale, tutto è congelato in attesa di una svolta. Un segnale positivo potrebbe arrivare in mattinata, durante l’incontro previsto tra i sindacati e l’assessore regionale al lavoro, Zanello. «La Regione finora è stata completamente assente – dice Luciano Di Giorgi, lavoratore e delegato Rsu- solo con manifestazioni e appelli ai giornali siamo riusciti ad ottenere un incontro. A Zanello chiederemo almeno la promessa di occuparsi del problema Postalmarket».
        Fumata nera anche per la situazione dei neo pensionati, ai quali l’azienda ha negato la liquidazione. Si tratta di 8 lavoratori a cui nessuno sembra voler liquidare il tanto atteso tfr. Postalmarket non potrà liquidare le somme dovute, si parla di almeno di 200 mila euro- perché ha prosciugato la liquidità di cassa, mentre l’ente previdenziale non può anticipare il denaro fino a quando l’azienda non cesserà l’attività lavorativa. Ieri la conferma di quanto preannunciato dall’Inps: fino a quando il collegio commissariale non presenterà una dichiarazione di cessazione dell’attività, questi ex dipendenti non riceveranno il tfr. In mattinata è previsto un presidio dei lavoratori davanti al Pirellone, mentre i sindaci dell’hinterland stanno sondando il terreno per capire se le aziende milanesi potranno assorbire gli eventuali esuberi. Ad oggi, le persone in cassa integrazione sono 570.
        Patrizia Tossi



                                  07 marzo 2003

                                        Postalmarket
                                        Pensionati rimasti senza liquidazione


                                        Dopo un presidio davanti alla Rai di Corso Sempione e un altro di una settimana dinnanzi agli uffici del Pirellone, oggi, con tutta probabilità, i lavoratori della Postalmarket di Peschiera Borromeo saranno ricevuti da Massimo Zanello, assessore regionale all’Industria. «È un passo importante che deve segnare l’avvio di un impegno comune per salvare la Postalmarket» ha commentato Federico Antonelli della Cgil, non appena ricevuta la notizia. Grigi invece gli umori nella fabbrica peschierese dove 523 dei 573 dipendenti sono da mesi in cassa integrazione a zero ore: a lamentarsi dell’incerta situazione anche gli ex dipendenti, o meglio i neo pensionati ancora in attesa del trattamento di fine rapporto, una liquidazione che «non si sa se e quando arriverà».
                                        Dopo l’acquisto dell’azienda da parte di Eugenio Filograna nel ’99 (alla cifra simbolica di 1 euro), la nota società di vendita per corrispondenza non ha passato di certo giorni tranquilli: dall’arresto dell’imprenditore, avvenuto circa tre mesi fa, sino ad oggi, non si scorgono avvisaglie positive non solo per gli attuali dipendenti, ma anche per chi è andato in pensione. Inutili i reclami all’Inps fatti dal gruppo di neopensionati: come chiarito dall’ente pubblico, spetta all’azienda occuparsi del tfr. La liquidazione dei pensionati, oltre al futuro dei quasi 600 dipendenti (tra pochi giorni rimarrà in servizio soltanto il centralino e la vigilanza) è appeso a un esile filo: trovare un acquirente in grado di sollevare le sorti dell’azienda peschierese e rilanciarne le attività. Tra meno di un mese sarà dato sapere se l’asta (che non ha un prezzo fissato ma è libera) aggiudicherà a un nuovo imprenditore le sorti del marchio e dei numerosi dipendenti. Più ottimista la posizione della regione che con l’incontro di oggi dovrebbe fornire all’azienda garanzie della tutela del posto di lavoro del personale della Postalmarket.