Postalmarket messa in vendita fa gola a cinque aziende

18/10/2002

Il Cittadino - Quotidiano del Lodigiano



18 ottobre 2002
San Donato
Pagina 15



  

Eugenio Filograna, ex proprietario della ditta di Peschiera, è ormai fuori dai giochi

Postalmarket messa in vendita
e fa già gola a cinque aziende

Peschiera  La Postalmarket sarà messa in vendita: lo hanno appreso mercoledì mattina i sindacalisti e i membri delle Rsu direttamente dal commissario giudiziale Mario Santaroni, affiancato nell’amministrazione dell’azienda da 580 dipendenti dagli avvocati Stock e Biasio. Il ministero delle Attività produttive ha aperto la procedura di vendita: nei prossimi giorni sarà bandita una licitazione pubblica, e all’orizzonte ci sono cinque aziende che si sono già interessate a Postalmarket. Ma di queste, solamente tre (una lombarda, un’altra di rilievo nazionale e la terza straniera) hanno fatto pervenire ai commissari una pur informale lettera di intenti. Bisognerà poi vedere se nella fase di gara questi stessi soggetti avanzeranno proposte concrete.
«Avevamo richiesto questo incontro con i commissari fin da luglio – ricorda Antonio Amoruso delle Rsu -, ma purtroppo ci è stato concesso solo mercoledì, con la giustificazione che fino ad allora erano mancate novità di rilievo». La cassa integrazione per i lavoratori di Peschiera, unica sede operativa dello storico marchio della vendita per corrispondenza, scadrà il 20 novembre, dopo un anno. Intanto il debito nei confronti dei fornitori sarebbe rimasto nell’ordine delle parecchie decine di miliardi. «Quest’anno si è lavorato in un quadro poco dinamico – osserva Amoruso -, e anche la cassa integrazione non è stata, a mio dire, ripartita equamente nei diversi settori. Per esempio il magazzino è rimasto quasi fermo, mentre gli uffici hanno lavorato al 50 per cento. I sacrifici quindi non sono pesati in modo uguale sui dipendenti, ma il sistema comunque si è autogestito, conservando la situazione».
Il proprietario della Postalmarket, l’ex senatore di Forza Italia Eugenio Filograna, dovrebbe essere del tutto fuori dai giochi, e le decisioni ormai spettano ai commissari d’intesa con il ministero di Antonio Marzano, in base alle procedure della "legge Prodi". Per la situazione occupazionale rimane anche il "paracadute" dell’unità di crisi istituita in regione dall’assessore Massimo Zanello. Mentre si cercheranno acquirenti, non si sa ancora a quali condizioni, bisognerà anche decidere il da farsi con la cassa integrazione. E il periodo per il commercio per corrispondenza non sembra essere dei migliori. Il prossimo appuntamento con i commissari mercoledì, giornate nella quale i sindacalisti si aspettano di conoscere anche i risultati economici della gestione controllata.
«Non vogliamo assistenzialismo – conclude Amoruso, pensando anche alla situazione del gruppo Fiat -, ma un piano industriale serio, in un’azienda spinta da quadri dirigenti motivati».

Carlo Catena