Postalmarket: «L’accordo è stato tradito»

28/01/2004




mercoledì 28 gennaio 2004

In quattrocento ancora a casa: 
«L’accordo è stato tradito» 
Nell’accordo per l’acquisizione della Postalmarket il Gruppo Bernardi si era impegnato a riassumere 150 dipendenti nel giro di due anni, e oggi è già arrivato a quota 140. Un dato di per sè rassicurante, ma lavoratori e sindacati contestano la mancanza di prospettive, legate alla creazione di un centro commerciale o un outlet a Peschiera. «Ci stiamo lavorando – ha spiegato ieri Di Tommaso -, anche se la localizzazione proposta originariamente è inattuabile per i vincoli del Parco Sud Milano, e stiamo valutando un’alternativa». «Ci piacerebbe sapere dove – commenta Federico Antonelli della Filcams Cgil di Milano -. Ho l’impressione che l’azienda potrebbe muoversi meglio di quanto stia facendo attualmente. La Bernardi non ha comperato una semplice fabbrica, ma un marchio storico, che funziona, oltre a essersi impegnata nell’accordo a farsi carico di tutti i 550 dipendenti. Peccato che abbia aperto recentemente due punti vendita, a Limbiate e Rozzano, e invece di chiamare personale Postalmarket in cassa ha assunto delle apprendiste. E questa è una violazione degli impegni presi». Mentre l’outlet che potrebbe dare un futuro certo ai cassintegrati, oggi legato alle dimensioni della crescita della vendita per corrispondenza, rimane ufficialmente nel mondo dei sogni, chi è a casa deve far fronte a ritardi nell’incassare gli 800 euro al mese di indennità dall’Inps: «L’azienda è poco precisa nel preparare la modulistica necessaria», segnala Antonelli. Ci sono perplessità anche sulle scelte nelle riassunzioni, per le quali c’era un’intesa tra Bernardi e sindacati ma che sembrano invece seguire logiche diverse. Che sia mancanza di dialogo tra proprietà e sindacati o che il centro commerciale proposto dall’impresa friulana si sia realmente trovato di fronte una strada in salita, questo è un aspetto che gli enti locali dovrebbero chiarire, ma ultimamente dalla giunta comunale di Peschiera non trapela una virgola su Postalmarket, azienda che per la sola estensione rappresenta ben 77.500 dei 106 mila metri quadrati totali coperti dei punti vendita del Gruppo Bernardi, che, oltre ai 140 lavoratori già reinseriti a Peschiera, occupa altre 1.100 persone in 150 punti vendita in tutta Italia.









Peschiera n La Bernardi presenta il piano di crescita nella vendita per corrispondenza e conferma l’interesse per Giacomelli 
Postalmarket, prove tecniche di rilancio 
In distribuzione il nuovo catalogo che sarà tradotto anche in ceco 
La Postalmarket ha già esaudito circa 50 mila ordini, per un valore di 3,2 milioni di euro, nel primo trimestre firmato Bernardi Spa, il gruppo di Udine che in luglio ha rilevato dai commissari l’azienda di Peschiera pagandola 40 milioni di euro. Sono dati da Nord Est quelli presentati ieri mattina a Milano dal 50enne Riccardo Di Tommaso, amministratore unico del Gruppo: per tutto il campionato di ritorno il marchio Postalmarket è subentrato a quello Bernardi sulle maglie dell’Udinese (serie A), in un accordo di sponsorizzazione da 600 mila euro, e sta per comparire anche sulle insegne di 5 negozi che Giacomelli aveva aperto in Ungheria e Slovacchia. Questa operazione è costata circa 10 milioni di euro ed è consistita nel ripianamento dei debiti e nella volturazione dei contratti di locazione dei punti vendita, mentre la conquista di Giacomelli in Italia, Spa quotata in borsa che a Di Tommaso interessa «per la posizione irripetibile dei suoi punti vendita», e che attualmente è in amministrazione straordinaria, è solamente rinviata. «I commissari hanno intenzione di attendere ancora qualche mese prima di mettere all’asta la società, ma noi concorreremo», ha assicurato l’amministratore unico. Nel Lodigiano, Giacomelli ha un punto vendita a Pieve Fissiraga. Sembra sfumare invece l’acquisizione di Ferri Logistica, dopo il fallimento decretato dal tribunale di Trani: «Non si applica quindi la legge Prodi e abbiamo fermato la nostra offerta. L’azienda avrà un nuovo commissario, ma i tempi saranno più lunghi».Questa azienda del gruppo Ferri, tra l’altro, non ha nulla a che spartire con il punto vendita Ferri di via Lago di Garda chiuso dall’estate scorsa: era un semplice franchising e ora gli otto dipendenti, molti dei quali si sono rivolti alla Cgil di Lodi, sono in causa per ricevere stipendi e liquidazioni.Tornando alla Postalmarket, Di Tommaso, che si dice positivamente sorpreso da quanto la clientela sia affezionata al marchio, soprattutto al Sud e nelle isole, sta preparando un’edizione in Ceco del catalogo (1.200.000 copie) e punta a coltivare il mercato della vendita via Internet (il sito è www.postalmarket.it) che, assieme al canale tradizionale del periodico patinato, viene considerato ricco di potenzialità, alla luce delle quote molto più elevate che rappresenta per il settore del tessile in altre nazioni industrializzate, dal 18 per cento negli Usa al 7 per cento della Francia. «In azienda ho trovato un notevole know how, non credevo che la gestione delle spedizioni fosse così complessa», ha constatato l’imprenditore. Le consegne (l’ordine medio Postalmarket è di 76 euro, a fronte di un minimo di 25) avvengono entro 10 o 2 giorni (a costi diversi) attraverso le Poste e il corriere Bartolini. Il celebre catalogo ideato da Anna Bonomi, fondatrice della Postalmarket, costerà per il 2004 circa 7 milioni di euro, per la sola edizione italiana. Verrà recapitato a circa 1.300.000 famiglie, a fronte del database di 18.600.000 contatti storici di cui dispone Postalmarket, e dal 2 febbraio sarà disponibile in 200 mila copie nelle edicole. ‘attuale edizione “Spring collection – summer preview”, copertina verde prato, conta oltre 300 pagine con 12 mila articoli; nelle vendite (prima la provincia di Isernia) il 50 per cento è costituito dall’abbigliamento, il 21 dalle telerie e il 18 da piccoli elettrodomestici, accessori e complementi d’arredo. Per aprile è prevista l’uscita dell’edizione estiva, in un’ottica di continuità nel dialogo con la clientela.Di Tommaso, “nato” nel 1975 come rappresentante di commercio, vuole quindi portare anche nella vendita per corrispondenza la sua filosofia del prodotto di fascia media al maggior prezzo possibile. E da questo dipendono, a Peschiera, quasi 550 posti di lavoro.

Carlo Catena