Postalmarket in vendita a prezzo di saldo

17/01/2003



Il Cittadino - Quotidiano del Lodigiano


17 gennaio 2003
San Donato
Pagina 17


 

Postalmarket
L’azienda in vendita a prezzo di saldo

Peschiera  Da questa settimana la Postalmarket è di nuovo sul mercato, ma a un prezzo di vendita nettamente inferiore a quello indicato nel primo bando che non ha portato ad alcuna conclusione positiva per il destino dell’azienda. Mercoledì scorso i commissari straordinari Mario Santaroni, Elio Blasio e Nicola Stock, chiamati a gestire il difficile momento della cessione dell’azienda di vendita per corrispondenza, hanno stipulato un prezzo pari a 35 milioni di euro, sette milioni in meno rispetto al primo bando. Un ribasso di poco meno del 20 per cento, considerato che l’ottobre scorso, quando fu redatta la prima gara di vendita, la Postalmarket valeva 42 milioni di euro. Il clima nell’azienda peschierese è ancora molto teso: la scorsa settimana un gruppo di dipendenti cassaintegrati ha manifestato nel centro di Milano, per richiamare l’attenzione sul caso di un’azienda che dà lavoro a 580 lavoratori e che costituisce una delle più grandi reltà imprenditoriali del sud-est Milanese. Sono solamente in 100 a lavorare a pieno ritmo negli uffici della Postalemarket e si tratta per lo più di personale del reparto amministrativo mentre 480 dipendenti sono stati messi in cassa integrazione dal novembre scorso. La crisi dell’azienda è profonda e imputabile a molte cause, non da ultimo il periodo poco felice che la vendita per corrispondenza sta attraversando un po’ ovunque. Certo è che il marchio Postalmarket è noto in tutt’Italia e che ancora, nonostante il grave stato di crisi, l’azienda riceva mensilmente un buon numero di ordini. A questo e al prossimo bando si aggrappano le speranze dei dipendenti: per presentare le offerte di acquisizione dell’azienda peschierese c’è tempo solo un mese. Scade difatti il 15 di febbraio il termine ultimo di questa seconda offerta stipulata dagli amministratori straordinari, una data moto prossima alla fine del periodo di cassa integrazione che, per i dipendenti coinvolti, terminerà il 28 di febbraio. E dopo? Non è difficile immaginare lo stato di ansie dei numerosi dipendenti del gruppo che vedono assottigliarsi giorno dopo giorno la possibilità di ovviare al fallimento e dunque alla liquidazione generale dell’azienda e dell’organico. Mentre i dipendenti sono riuniti dal lunedì di questa settimana in assemblea permanente, anche per monitorare da vicino i movimenti dei vertici aziendali in questa seconda mossa di vendita, si spera ancora nella possibilità di trovare un imprenditore in grado di risollevare le sorti dell’impresa, senza arrivare alla svendita totale. Anche per questo lavoratori e sindacati hanno chiesto formalmente l’impegno della regione e della provincia di Milano per avviare un piano di emergenza che preveda la formazione e il ricollocamento del personale della Postalmarket.

Francesca Amé