Postalmarket in vendita a offerta libera

27/02/2003


MILANO



27 febbraio 2003

Ultimi trenta giorni per salvare l’azienda di Peschiera e 573 posti di lavoro

Postalmarket in vendita a offerta libera

      PESCHIERA BORROMEO – Trenta giorni di tempo per salvare Postalmarket. L’ultima spiaggia per l’azienda di vendita per corrispondenza di San Bovio, ormai sull’orlo del fallimento, è il nuovo bando di vendita, il terzo in quattro mesi, pubblicato ieri sui quotidiani. E nel quale, questa volta, non si parla di «prezzo minimo». Il ministero alle Attività produttive ha accettato il suggerimento del collegio di commissari straordinari: procedere alla «vendita libera» aspettando offerte. I due bandi precedenti, che fissavano il prezzo prima in 42 e poi in 35 milioni di euro erano andati deserti proprio perché diversi imprenditori, pur dichiarandosi interessati, avevano lamentato il «costo elevato» dell’operazione. La speranza, adesso, è che qualcuno si faccia avanti con un’offerta concreta ed un piano industriale di rilancio credibile. Postalmarket, 573 dipendenti, 523 dei quali in cassa integrazione, sembra ormai aver esaurito il tempo a disposizione: ridotta al minimo l’attività (nessun reparto realmente operativo, si lavora solo allo smaltimento dei pochi ordini arretrati rimasti), l’unica vera fonte di introiti è il negozio interno, riaperto recentemente. Ma l’azienda ha ormai esaurito la liquidità tanto che i commissari straordinari hanno annunciato, la scorsa settimana, di non essere più in grado di anticipare i soldi ai lavoratori in cassa integrazione.
      Lavoratori che, da lunedì, proseguono la protesta davanti al palazzo della Regione: un presidio permanente tenta infatti di mantenere alta l’attenzione sulla vertenza. «Non siamo disposti ad arrenderci», ripetono i rappresentanti sindacali. Aspettano un «imprenditore credibile», ma nel frattempo si muovono anche su altre strade. Martedì un doppio incontro in Provincia e in Prefettura ha gettato le basi per la costituzione di un comitato di lavoro al quale parteciperanno Provincia, Regione, sindacati, azienda, associazioni imprenditori e rappresentanti dei sindaci dei comuni interessati.
      «L’obiettivo – spiega Luciano Di Giorgi, delle Rsu – è ricercare soluzioni che tutelino i posti di lavoro sia nel caso che anche questa volta nessuno acquisti la Postalmarket, sia nel caso di una vendita che comporti esuberi di personale». Il comitato potrebbe costituirsi già dalla prossima settimana.
B. S.





SINDACATO SODDISFATTO
Il prefetto «garante» dei dipendenti

      MILANO -Il prefetto Bruno Ferrante sarà «garante» del futuro dei lavoratori Postalmarket. Al prefetto, il cui coinvolgimento è stato chiesto dai sindacati, spetterà la verifica del lavoro del comitato ristretto chiamato a ideare progetti di formazione professionale e di ricollocazione occupazionale, nel caso Postalmarket dovesse imboccare la strada del fallimento. «È un segnale di attenzione – sottolinea Pino Tognacca, della Cisl – che riteniamo importante per il futuro dei lavoratori. Avere il prefetto come garante non vuol dire risolvere ogni problema, ma se non altro avere la certezza che ognuno sarà stimolato a fare la sua parte».