Postalmarket, i sindacati chiedono certezze

17/03/2004

Il Cittadino - Quotidiano del Lodigiano



17Marzo2004
Sudmilano
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Postalmarket, i sindacati chiedono certezze sui 400 dipendenti in cassa integrazione 
I sindacati hanno chiesto al ministero del Lavoro di verificare l’accordo con il Gruppo Bernardi in merito alle prospettive di riassorbimento dei circa 400 dipendenti Postalmarket che rimangono in cassa integrazione, con un sussidio mensile che scadrà in dicembre. A detta degli stessi sindacalisti, il quadro attuale vede la nuova proprietà pienamente rispettosa delle tempistiche e delle modalità concordate al momento del passaggio di proprietà dalla gestione commissariale al colosso di Udine: sono stati infatti reinseriti nello stabilimento tutti i 150 lavoratori preventivati nell’intesa, grazie anche alla presentazione, avvenuta poche settimane fa, del primo catalogo integrale firmato dalla nuova gestione. «Non vogliamo assolutamente delineare un quadro fosco – chiarisce subito Federico Antonelli della Cgil di Milano -, ma non possiamo non constatare che, allo stato attuale, non ci sono elementi concreti per la nascita di quel centro commerciale o outlet che Bernardi aveva inserito nel piano industriale. Ricordiamo che l’azienda ha acquisito un marchio storico “a prezzo di saldo”, e che ha sottoscritto degli impegni». Il nuovo centro commerciale dovrà, innanzitutto, essere previsto dal piano commerciale della regione, che a sua volta permetterà alla provincia di Milano e al comune di Peschiera di adeguare i propri strumenti di programmazione: «L’impressione, ma mi auguro di sbagliarmi, è che manchino azioni decise in questo senso da parte della proprietà», conclude Antonelli. Sul fronte delle esternalizzazioni, invece, il sindacalista esclude che Bernardi abbia fatto ricorso ad aziende esterne in modo significativo, «se non per periodi molto brevi, e compatibilmente con le esigenze di rilancio». La Postalmarket, intanto, si è vista riconoscere dal tribunale di Milano l’inibitoria nei confronti della società Promotion Marketing, che, poco prima che iniziasse la distribuzione del primo catalogo firmato Bernardi, aveva recapitato a numerose famiglie (singolarmente coincidenti, in molti casi, con l’indirizzario Postalmarket) un catalogo “Postalcasa”, con un logo che la sezione specializzata in materia di proprietà industriale e intellettuale del tribunale ambrosiano ha riconosciuto capace di generare confusione nella clientela. L’amministratore unico di Postalmarket, Riccardo di Tommaso, annuncia al proposito la volontà di chiedere all’azienda concorrente anche il risarcimento dei danni che il marchio “equivoco” potrebbe aver causato all’azienda di San Bovio, dirottando, potenzialmente, qualche cliente. Una sentenza che di fatto elimina un (pur piccolo) ostacolo sul cammino per il rilancio dell’azienda, anche se i lavoratori che sono ancora a casa chiedono certezze.

Carlo Catena