Postalmarket, i lavoratori battono cassa da Penati

01/10/2004







Il Cittadino - Quotidiano del Lodigiano
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Venerdì 1Ottobre2004
Sudmilano
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Postalmarket, i lavoratori battono cassa da Penati 
Peschiera -Tutti in piazza, per ripetere a gran voce che «il lavoro è un diritto di tutti». Ieri, tra piazza San Babila e Palazzo Marino, nel cuore di Milano, c’erano i lavoratori dell’Alfa, dell’Atm e anche alcuni rappresentanti della Postalmarket, l’azienda peschierese che da tempo versa in gravi condizioni. Non sono molte, per la verità, le notizie positive per i circa 400 operai dell’azienda specializzata nella vendita per corrispondenza di Peschiera rimasti con la cassa integrazione a zero ore. Si continua infatti con la cassa integrazione sino a gennaio per coloro che non sono stati assorbiti dal piano della Bernardi (l’azienda di Udine che ha rilevato il gruppo), poi non si sa. Molti i punti oscuri secondo i sindacati che, anche per bocca dei delegati della Cgil, hanno fatto sapere alla stampa che il prossimo appuntamento importante è quello attorno al tavolo di Palazzo Isimbardi con Bruno Casati, neo-assessore alle attività produttive della provincia. E se i confederali invitano i lavoratori della Postalmarket a sperare ancora in una risoluzione “tradizionale”, ossia attraverso un tavoli di concertazione tra le parti, comprese le autorità, non sono mancate le voci fuori dal coro. Appena due giorni fa, infatti, alcune dipendenti cassaintegrate della Postalmarket rimarcavano a un cronista di un quotidiano milanese la loro aperta contrarietà alle recenti azioni di Penati. I 400mila euro elargiti dal numero uno di Palazzo Isimbardi agli operai dell’Alfa di Arese non vanno proprio giù a chi convive da anni con una situazione precaria: «Anche noi abbiamo bisogno di quei soldi – si sono lamentate le operaie – non è giusto che si sostenga solo chi urla di più».
Un segnale, questo, che sottolinea l’esasperazione della situazione con i lavoratori della Postalmarket che, sebbene nessuno abbia preso una posizione ufficiale, millantano «azioni forti». Dopo tredici anni di mala gestione, brogli, bancarotta, tentativi di rilancio persi nel vuoto, c’è chi pensa che sia necessario un intervento duro prima che l’anno finisca.
Il “regalo” di Palazzo Isimbardi fa gola quindi anche ai lavoratori della Postalmarket, e non solo a loro vista la mobilitazione che ieri mattina ha invaso Palazzo Marino. Dove c’erano i Copas dell’Alfa (e dell’Atm) con tanto di pentole e fischietti, con buona pace dei sindacati confederali.

Fr. A.