Postalmarket: gli operai in roulotte davanti al Pirellone

19/02/2003



Il Cittadino - Quotidiano del Lodigiano


19 febbraio 2003
Melegnano
Pagina 18


  

Crisi Postalmarket
Gli operai in roulotte davanti al Pirellone

Peschiera  Una roulotte o una tenda ai piedi del Pirellone come presidio permanente perché anche il presidente Roberto Formigoni e l’assessore alle attività produttive Massimo Zanello si accorgano della Postalmarket. È la proposta che è maturata ieri tra le Rsu e i sindacalisti al termine dell’incontro con i tre commissari Mario Santaroni, Elio Blasio e Nicola Stock, i quali hanno fatto il punto della situazione all’indomani della scadenza della seconda asta per la vendita dell’ex colosso della vendita per corrispondenza, che ancora dà lavoro a 576 persone. Il primo tentativo di vendita, in dicembre, sulla base di 42 milioni di euro aveva registrato due lettere di intenti, ma prive di garanzie finanziarie, e la stessa cosa è successa settimana scorsa, su una base scesa a 33,6 milioni.
«Data la mancanza di liquidità, si andrà a esaurimento delle scorte di magazzino, senza nuovi acquisti – spiega Giuseppe Tognacca della Cisl -; per quanto riguarda la cassa integrazione, per la quale si terrà un’assemblea domani pomeriggio (oggi per chi legge,Ndr.) l’impegno è di mantenere i livelli lavorativi attuali per marzo e aprile, poi da maggio sarà a zero ore». Negli ultimi mesi i posti di lavoro garantiti, a rotazione, sono stati solo 100, ma presto potrebbero diventare 50. Antonio Amoruso delle Rsu confida che la cassa possa essere rinnovata fino al luglio del 2004, ma nel frattempo già domani i commissari saranno al ministero delle attività produttive per chiedere come dovranno bandire la terza asta, se imponendo ancora una base economica oppure se sarà possibile aprire a offerte libere. «I commissari ci hanno parlato della sussistenza di interessamenti non nuovi», sottolinea al proposito Tognacca. E i tre tecnici cui sono affidate le sorti della Postalmarket si sono anche sbilanciati nell’assicurare che gli imprenditori in corsa per l’azienda non sembrano avere alcun interesse a trasformarla in un mero business immobiliare, non mirerebbero quindi solo alle aree di San Bovio ma anche a mantenere l’attività.
«L’azienda è ancora in piedi – aggiunge Amoruso – dato che, in minima parte anche in conseguenza delle notizie sulla crisi, le telefonate dei clienti non mancano. Peccato che sempre più spesso le centraliniste debbano rispondere che la merce richiesta è esaurita». In calendario tra marzo e aprile ci sono due incontri di verifica sulla procedura di vendita. «Ma è mai possibile – conclude Amoruso – che la regione non sia in grado di far pressioni sui potenziali acquirenti per farli venire allo scoperto?». Intanto il prezzo della Postalmarket continua a scendere e gli stipendi li paga lo Stato, con la cassa integrazione.

C. C.