Postalmarket: centinaia in strada per un’ora di sciopero

02/02/2004

Il Cittadino - Quotidiano del Lodigiano



31Gennaio2004
San Giuliano
Pagina 27

  
Centinaia in strada per un’ora di sciopero, 
la risposta della Postalmarket alla Bernardi 
Un’ora di sciopero e presidio di centinaia di lavoratori, compresi molti dei 440 ancora in cassa integrazione, davanti ai cancelli di San Bovio ieri mattina alla Postalmarket: questa la risposta che i lavoratori hanno dato alla nuova proprietà, il Gruppo Bernardi di Udine, dopo che mercoledì alcuni componenti delle rappresentanze sindacali unitarie erano stati cacciati dall’azienda, su richiesta di alcuni capi reparto, che per essere più convincenti avevano anche richiesto l’intervento dei carabinieri.Un episodio che era stato definito grave dai sindacati e che era stato subito denunciato con un comunicato dalla Camera del lavoro di Milano. I sindacati avevano anche inoltrato un telegramma di protesta alla prefettura e ai vertici di Postalmarket. «Diciamo che si è trattato di un fatto incomprensibile – spiega Federico Antonelli della Cgil ambrosiana -: per conto mio non ha senso obiettare che le persone invitate ad allontanarsi non erano in fabbrica per svolgere un lavoro. Vale il principio dell’”agibilità sindacale”, inoltre l’accordo firmato in luglio con la nuova proprietà prevedeva l’attività di sorveglianza del rispetto delle regole anche da parte delle rappresentanze sindacali unitarie».Non si conoscono le motivazioni che avevano portato la direzione del magazzino a imporre l’allontanamento dei delegati sindacali, comunque, spiega Antonelli, «l’azienda ha fatto marcia indietro». Ieri pomeriggio, infatti, si è tenuto un incontro tra Rsu, sindacati confederali e direzione Postalmarket per chiarire il malinteso, e alla fine tutti hanno sottoscritto il verbale della riunione. «Questo, però – spiega Antonelli – è stato per noi un episodio grave, che rimarrà come un peso».L’agitazione di ieri mattina è cominciata alle 11 e si è conclusa alle 14, dopo la pausa pranzo.Mercoledì 4 febbraio si terrà un’assemblea in fabbrica per fare il punto sulla situazione del riassorbimento occupazionale nell’ambito del rilancio della Postalmarket, che, rilevata nel luglio scorso dal Gruppo Bernardi per 40 milioni di euro, ha già riassunto 140 dei 570 dipendenti. I rappresentanti dei lavoratori avevano già espresso perplessità sulle modalità di riassunzione e i sindacati hanno contestato alla nuova proprietà il fatto di non aver attinto dai 440 cassintegrati il personale necessario per due negozi avviati nei centri commerciali dell’hinterland milanese. Attualmente è in distribuzione il nuovo catalogo, il secondo della nuova gestione dopo l’edizione ridotta di dicembre, e in tre mesi di attività il telefono è squillato 50 mila volte, per altrettanti pacchi inviati a un valore medio di oltre 70 euro l’uno. Ora l’azienda punta all’Est europeo, ma ai lavoratori manca la serenità degli anni d’oro, quando a San Bovio lavoravano mille persone.

abato 31 gennaio 2004

Presidio alla Postalmarket
      PESCHIERA

      Presidio davanti allo stabilimento e un’ora di sciopero. Hanno protestato così, ieri, i dipendenti della Postalmarket di Peschiera Borromeo rilevata lo scorso luglio dal gruppo Bernardi. La ditta ha tenuto fede agli impegni, riassumendo 140 dei 550 dipendenti, ma sindacati e lavoratori contestano i criteri di scelta. Inoltre, lamentano che nei nuovi centri vendita di Rozzano e Limbiate siano state assunte apprendiste e non dipendenti Postalmarket in cassa integrazione