Postalmarket: buon auspicio iniziale con 23 assunzioni

12/10/2005
    mercoledì 12 ottobre 2005

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      Postalmarket, buon auspicio iniziale con 23 assunzioni

        «Quello di ventitre persone che hanno trovato un nuovo posto di lavoro nel giro di un mese e mezzo è un risultato incoraggiante, ma al tavolo mancano ancora le maggiori associazioni imprenditoriali». Così Dora Maffezzoli, segretario provinciale e regionale della Filcams Cgil, commenta i numeri emersi ieri mattina dall’incontro presso l’Agenzia del lavoro di Milano sull’iter per il ricollocamento dei 350 lavoratori in esubero dalla Postalmarket, rimasti in carico ai commissari dell’amministrazione straordinaria.

        Un piano che è stato finanziato con 350 mila euro da regione Lombardia e provincia di Milano, ma che è decollato solamente prima dell’estate e che solo in queste ultime settimane ha registrato la firma dei primi contratti di lavoro. «Contratti che sono in buona parte a tempo indeterminato e che partono da una durata minima di sei mesi – constata con soddisfazione Maffezzoli -, ma il problema vero è che al tavolo non si sono ancora presentate Confindustria, Confcommercio e Federalberghi, le associazioni datoriali che potrebbero mettere sul piatto il maggior numero di posti di lavoro. E per questo chiediamo alla regione di muoversi in sede politica per sollecitare queste realtà a partecipare al piano di ricollocamento».

        Alle professionalità nel settore del commercio acquisite dagli ex di Postalmarket in anni di gestione degli ordini si aggiungono quelle dei corsi organizzati grazie ai contributi pubblici, inoltre gli imprenditori che assumono i cassintegrati non pagano i contributi, che arrivano al trenta per cento del costo della busta paga, per un periodo che può arrivare fino ai 24 mesi, in base all’anzianità del nuovo assunto. «In questo modo il lavoro costa addirittura meno di un’equivalente figura interinale, anche se non è equivalente in termini di flessibilità».

        Per i 350 cassintegrati, che a questo punto sono rimasti in circa 320, a dicembre scade l’ammortizzatore sociale: «Stiamo inviando tutti i fax possibili per chiedere al ministero del Lavoro una proroga della cassa -, conclude Maffezzoli -, ma l’esito è incerto».