Postalmarket, avanti per un altro anno

20/01/2005

    giovedì 20 gennaio2005

      Intesa al ministero mentre si attende il centro commerciale che dovrebbe assorbire parte del personale
      Postalmarket, avanti per un altro anno
      Nuova cassa integrazione per i 350 lavoratori ancora a casa

      Peschiera Un altro anno di tempo per tirare il fiato e per cercare una strada per il rilancio della Postalmarket. Martedì sera a Roma, presso il ministero delle Attività produttive, è stato firmato il nuovo accordo per l’azienda specializzata nella vendita per corrispondenza. Un’intesa che prevede altri 12 mesi di cassa integrazione per i 350 dipendenti che non sono stati riassorbiti dopo l’acquisto della società da parte del gruppo Bernardi (attualmente sono 150 quelli in servizio). L’intesa, arrivata dopo una lunga battaglia condotta negli ultimi mesi dai lavoratori e dai sindacati, prevede anche altre misure ritenute «molto importanti» per il futuro della Postalmarket, sul fronte occupazionale e su quello produttivo. Per quanto riguarda i lavoratori sono previsti nell’accordo incentivi per l’accompagnamento alla pensione, oltre al reintegro in servizio di altri 35 dipendenti e alla promessa di percorsi di riqualificazione professionale. Sull’aspetto produttivo invece c’è il rinnovato impegno da parte della Bernardi a presentare un piano industriale che illustri le strategie per il rilancio dell’attività, che dovrà prevedere nuove strade oltre alla semplice vendita per corrispondenza.

        «È un accordo importante – spiega Antonio Amoruso, rappresentante delle Rsu all’interno dell’azienda di Peschiera -, un’intesa che fa sperare in un futuro migliore per i lavoratori e per l’azienda e che abbiamo conquistato a fatica, senza ottenere regali da nessuno. La cassa integrazione concessa per altri 12 mesi va interpretata in questo senso: è l’occasione per portare avanti il piano di sviluppo per salvare un’azienda che in troppi davano per morta e sepolta e che invece ha dimostrato ancora capacità di ripresa». Dovrà passare dall’apertura verso nuovi mercati, in particolare quelli dell’est europeo, il rilancio della Postalmarket che il ministero ha “benedetto” attraverso questa nuova intesa. Evidentemente Bernardi viene rienuto un interlocutore serio e c’è l’impegno anche delle istituzioni a proseguire su una strada comune. Significativa, secondo gli stessi sindacati, è stata la presenza della regione al tavolo della trattativa romana, segno di un coinvolgimento diretto del Pirellone che nei mesi scorsi era stato chiamato in causa e aveva assunto impegni precisi sulla ricollocazione dei lavoratori. «Il ministero ha approvato il progetto della regione per il reinserimento di una parte dei lavoratori – conclude Amoruso -. Ora esistono diversi fronti aperti: la nuova cassa concessa a 350 dipendenti, la promessa di assorbirne altri 35 e l’accompagnamento alla pensione che potrebbe riguardare più di 70 lavoratori. Insomma le opportunità restano molte e finalmente si può dire che è stato fatto un importante passo in avanti per la salvaguardia dell’azienda».

        Sul fronte occupazionale, infine, resta aperta l’ipotesi di ricollocamento di una parte dei dipendenti assorbiti dalla Bernardi in un centro commerciale di nuova apertura: la regione si era impegnata a trovare un’area disponibile per la struttura, e la presenza dei funzionari del Pirellone a Roma conferma che anche da questo punto di vista qualche passo in avanti è stato compiuto.

        Lucio D’Auria