Postalmarket ancora fra silenzi e paure, attesa per la vendita

08/01/2003



Il Cittadino - Quotidiano del Lodigiano


08 gennaio 2003
San_Donato
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Massimo riserbo da parte dei commissari

Postalmarket ancora fra silenzi e paure, attesa per la vendita



Peschiera  Fumata nera per la Postalmarket: un po’ come quando i cardinali eleggono il Papa, il mancato accordo sulla nomina non è necessariamente foriero di ritardi indeterminati o scelte nefaste, peccato che nel caso dell’azienda di Peschiera Borromeo ci siano 580 lavoratori che si aspettavano proprio a cavallo dell’Epifania di poter conoscere il nome dei nuovi proprietari, dopo il crack della gestione Filograna, e che invece ancora ieri sera sono tornati a casa avendo come unica prospettiva per il futuro la cassa integrazione a rotazione fino alla fine di febbraio. Comunque rinnovabile per altri 3 mesi.
Da Roma infatti i commissari straordinari dell’azienda non si sono fatti sentire: voci accreditate indicavano per oggi l’incontro con un funzionario del ministero delle Attività produttive, dal quale i tre commissari aspettano le indicazioni sull’affidabilità delle offerte presentate sulla base del bando per la vendita dell’azienda, scaduto il 18 dicembre. Fino alla settimana scorsa sembrava che nell’offerta ritenuta più attendibile mancasse la fideiussione, ossia una garanzia a fronte di impegni finanziari dell’ordine di 42 milioni di euro.
«Questo silenzio ci allarma – constata Antonio Amoruso delle Rsu -, e il ministero ha il dovere di dirci qualcosa, dato che il bando è concluso. Inoltre ci domandiamo perché l’assessore regionale alle Attività produttive Massimo Zanello non abbia ancora risposto agli appelli e alle richieste di incontro avanzate da sindaci e sindacati». Anche i sindacati stanno per scendere sul sentiero di guerra, e già in occasione dell’assemblea aperta di venerdì mattina in fabbrica potrebbero essere annunciate le prime azioni di protesta e di sensibilizzazione delle istituzioni: «Non siamo più riusciti a metterci in contatto con i dirigenti della Postalmarket e neppure con i commissari – denuncia Antonelli della Cgil -, forse pensano che i sindacati siano utili solo per dare le cattive notizie ai lavoratori o per firmare gli accordi». A questo punto i tempi lunghi del ministero sembrano concretizzare il rischio di una seconda asta, al ribasso, per cercare altri potenziali acquirenti.