Porto Cervo, addio al turismo d´élite

21/06/2004


      DOMENICA, 20 GIUGNO 2004

        Pagina 23 – Cronaca

        Tom Barrack, che ha rilevato le proprietà dell´Aga Khan, presenta un progetto, firmato dagli architetti di Disneyworld, per rilanciare borgo e dintorni

        Porto Cervo, addio al turismo d´élite
        "Darò un´anima alla Costa Smeralda"


        AUGUSTO DITEL

        PORTO CERVO – «La Costa Smeralda è una perla, la meta esclusiva del Mediterraneo. Senza rinnegare il passato, abbiamo studiato un anno per disegnarne il futuro. La nostra rivoluzione comincerà dal porto per poi arrivare alle costruzioni».
        Parola di Tom Barrack, il finanziere americano di origine libanese che, a un anno dall´acquisto (390 milioni di dollari, con la benedizione di Capitalia) del paradiso inventato 42 anni fa dal capo degli ismailiti Karim Aga Khan, ha spiegato che cosa intende fare di quei 2400 ettari di Sardegna noti in tutto il mondo per il lusso degli alberghi e per la bellezza dei luoghi.
        Ieri il boss della Colony Capital, società Usa che si occupa di fondi di investimento, ha illustrato agli amministratori comunali di Arzachena, nel cui territorio ricade oltre l´80 per cento della Costa Smeralda, il nuovo progetto elaborato dallo studio Hart & Howerton, progettisti di fiducia della fondazione Rockfeller, dalla cui fantasia è nata Disneyworld.
        «Chiederò un incontro al nuovo governatore della Sardegna Renato Soru – ha aggiunto Barrack – e vorrei che partecipassero anche i comuni di Arzachena e Olbia. Soru è un imprenditore illuminato, ha a cuore, come me, la tutela dell´ambiente e intende sostenere un progetto turistico fruibile dai sardi. Sono pronto ad accogliere ogni suo suggerimento».
        Del vecchio Masterplan dell´Aga Khan (2,5 milioni di metri cubi troppo vicini al mare) non si ha più traccia. Il nuovo padrone intende partire dalla trasformazione di Porto Cervo, primo porto del mondo per l´ormeggio di yacht d´estate e borgo deserto nel resto dell´anno. «Gli manca l´anima – ha osservato Barrack – e noi gliela daremo ispirandoci a due modelli: Saint Tropez e Positano. Quella del turismo d´elite era un´idea interessante quarant´anni fa, ma oggi chi viene qui preferisce l´interazione con i residenti, magari fare una partita a bocce con qualcuno del luogo».
        Dare un´anima alla Costa Smeralda secondo il Barrack-pensiero significa investire subito 40 milioni di euro per la realizzazione delle prime infrastrutture a Porto Cervo. Nel medio periodo, per ultimare il borgo, i milioni diventeranno 200. Solo a quel punto saranno aperti i cantieri, nel rispetto del limite dei 300 metri dal mare per non incorrere nella richiesta di deroghe che la Regione ha sempre negato. In tutto, poco meno di un milione di metri cubi di nuove costruzioni (alberghi e residenze di lusso), come peraltro prevede lo strumento urbanistico del comune di Arzachena.
        «Quel che conta ora – hanno sottolineato gli architetti Usa – è la realizzazione della prima delle sei fasi previste, tutta dedicata alle infrastrutture di Porto Cervo. Eccole: dodici piazze, una passeggiata dal Porto Vecchio alla nuova Marina, il raddoppio del verde (da 3,6 a 7,5 ettari), mille posti auto interrati, la demolizione del cantiere navale al posto del quale sorgeranno un albergo, un centro congressi, un anfiteatro, un parco e una decina di ville. Verranno abbattuti anche il Cervo Conference Center, il Cervo Tennis Club e un ristorante: al loro posto nasceranno un´ampia piazza, un altro hotel destinato a un centro benessere. Di fronte ai panfili, una banchina che ospiterà bar e ristoranti: l´obiettivo è quello di dilatare la stagione, ora limitata a due mesi all´anno. C´è anche un fiordo da allargare in direzione della famosa "piazzetta", al centro della quale troverà posto la "casa comunale". Ma se il cantiere navale scompare, dove troveranno ricovero i maxi yacht che popolano l´estate smeraldina? La Colony Capital pensa all´arsenale militare della Maddalena, un´imponente struttura di appoggio e manutenzione per navi che il governo intende dismettere.
        Caute per ora le reazioni. Il sindaco di Arzachena Pasquale Ragnedda (FI) definisce "interessante" lo studio, ma precisare che «bisognerà valutare tutti i suoi aspetti e la compatibilità urbanistica con i nostri strumenti di pianificazione. Mi fa piacere constatare che alcune zone pregiate come la celebre Liscia Ruja e l´area di Romazzino verranno lasciate intatte».
        Legambiente, che si era sempre tenacemente opposta al Masterplan dell´Aga Khan, conferma un giudizio positivo sulla "nuova" Costa Smeralda targata Barrack. «L´idea di costruire a più di 300 metri dal mare e di non realizzare neanche un metro cubo in alcune aree di grande pregio – dice Martino Luciano della sezione sarda dell´associazione – ci trova concordi. Certo, si tratta di vigilare, e noi lo faremo».