Portinerie, il futuro è nella coppia

29/09/2003





    sabato 27 settembre 2003

    Portinerie, il futuro è nella coppia
    NEL FUTURO sempre più portinerie potrebbero essere
    «gestite» da marito e moglie grazie al lavoro a coppia.
    È quanto evidenziano la Confedilizia e i sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, impegnati in questi giorni nel rinnovo del Contratto collettivo di settore. Il contratto di lavoro ripartito, denominato anche job sharing, è quel contratto in forza del quale due lavoratori si impegnano a svolgere la stessa prestazione lavorativa, ripartendosi tra di loro lo svolgimento del lavoro e godendo di una retribuzione in misura percentuale alle prestazioni da ciascuno erogate. Tale forma contrattuale ben può essere scelta da marito e moglie, cosa questa che nella prassi spesso accade, senza alcuna regolamentazione e con enormi ed evidenti rischi sia per il datore di lavoro, che ha assunto uno solo dei coniugi e si avvale giocoforza anche del lavoro dell’altro, sia per il lavoratore. Nuovo spazio, nuova importanza e anche nuova formulazione avrà il lavoro a coppia nel Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti da proprietari di fabbricati, scaduto il 31 dicembre scorso e di cui è imminente il rinnovo. La Confedilizia e Filcams-cgil, fisascat-cisl e uiltucs-uil sottolineano che il job sharing è un utile strumento di flessibilizzazione dell’orario di lavoro, proficuo sia per il datore di lavoro (che si vede garantita una maggiore intensità e produttività nel lavoro, con riduzione al minimo degli effetti deleteri delle assenze) sia per gli stessi lavoratori (cui garantisce una gestione libera dei tempi di vita e di lavoro, soprattutto se la scelta viene fatta in ambito familiare).
    Questo è quanto emerso durante le trattative in corso per il rinnovo del contratto in questione. La Confedilizia e Filcams-cgil, fisascat-cisl e uiltucs-uil hanno inoltre rivolto un invito ai proprietari e agli amministratori di condominio ad attendere il rinnovo del contratto in questione ed a non farsi porre fuori strada da iniziative alternative che potrebbero essere illegittime ed esporre i datori di lavoro anche a richieste di risarcimento danni.

    I sindacati Filcams-Cgil,
    Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil
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