Portieri 1. Una guardiola, due portieri

01/10/2003

ItaliaOggi (Immobili e Condomini)
Numero
232, pag. 50 del 1/10/2003
di Giovanna Brunetti e Fabrizio Rocca

La proposta di Confedilizia per inserire il job sharing nei contratti di lavoro.
Una guardiola, due portieri

Compiti divisi per garantire efficienza e flessibilità

Condomini, il portiere si fa in due. Nuovo spazio e regolamentazione al lavoro di coppia nel contratto di lavoro, scaduto il 31 dicembre scorso e in fase di rinnovo. Confedilizia, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UilTuCs-Uil sostengono il job sharing come strumento di flessibilità, vantaggioso sia per il datore di lavoro, che vede aumentata l’intensità e la produttività del lavoro, sia per lo stesso lavoratore, che può gestire in modo più libero il proprio tempo. L’apertura al cosiddetto job sharing si preannuncia, sottolinea la Confederazione italiana della proprietà edilizia, come la novità di rilievo del Ccnl, consacrando, peraltro, una prassi già diffusa.

Caratteri del rapporto. Pur nella molteplicità delle mansioni riconosciute dalla contrattazione collettiva, la figura tipica di portiere resta quella di addetto alla custodia, vigilanza ed, eventualmente, pulizia dello stabile e relative pertinenze. L’obbligo di custodia, soggetto alla diligenza del padre di famiglia, è rivolto alla salvaguardia dell’integrità dell’immobile da possibili fonti di danneggiamento poste in essere da inquilini o estranei. Il portiere è inoltre tenuto a vigilare sul funzionamento degli impianti comuni, provvedendo nel caso di guasti a far eseguire le riparazioni d’urgenza. Quanto alla qualificazione del rapporto, la giurisprudenza ritiene che il lavoro svolto dal portiere (custodia e vigilanza) non possa che rivestire le caratteristiche del lavoro subordinato.

Istituzione e soppressione del servizio. Si possono distinguere due ipotesi base, a seconda che il servizio sia o meno previsto dal regolamento condominiale. Mentre nel primo caso basterà la maggioranza prevista dal secondo comma dell’art. 1136 cc (maggioranza degli intervenuti, che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio), nella seconda ipotesi, integrante una cd. innovazione ex art. 1120 cc, necessiterà la maggioranza qualificata di cui al successivo quinto comma (maggioranza dei partecipanti e due terzi del valore dell’edificio).

Nomina e licenziamento. Tali compiti possono annoverarsi tra le attribuzioni dell’amministratore previste dall’art. 1130 cc, n. 2, trattandosi di attività riguardanti la migliore utilizzazione di un servizio comune. Nella prassi, la questione della nomina viene prima portata in sede assembleare per la fissazione dei criteri di massima, salvo poi demandare la scelta all’amministratore che provvede alla stipula e alla firma del contratto. Contro tale nomina è possibile ricorrere all’assemblea.

Spese del servizio. L’attività del portiere va ricompresa tra i servizi previsti dal primo comma dell’art. 1123 cc, ragion per cui, salvo diversa convenzione o laddove si accerti che il servizio non è reso nell’interesse di tutti, il criterio della ripartizione della spesa si fonda sul valore proporzionale di ogni proprietà. Nel caso di locazione dell’unità condominiale, poi, le spese per il servizio di portineria sono a carico del conduttore nella misura del 90%, a meno che le parti abbiano convenuto una misura inferiore (art. 9, l. n. 392/78).