Porte aperte a badanti e colf

14/03/2007
    mercoledì 14 marzo 2007

    Pagina 8 – Interni

    Porte aperte a badanti e colf
    agli immigrati il diritto di voto

      La nuova legge Amato-Ferrero riforma ingressi e soggiorno
      Per chi arriva corsi di lingua italiana finanziati dall’Ue

        di Maristella Iervasi / Roma

        «IL GIORNO che alla zia si rompe il femore non è programmabile». Il ministro dell’Interno Giuliano Amato lo disse in tempi non sospetti. Ma ora quella battuta sul bisogno improvviso delle badanti è diventata una delle norme (insieme a tante altre certezze già annunciate, compreso il compromesso sui Cpt) che di fatto «cancellano» la Bossi-Fini e ridisegnano una disciplina dell’immigrazione degna di un paese civile. Il testo di riforma Amato-Ferrero, disegno di legge delega, è stato scritto nero su bianco. Un solo articolo – 5 commi, otto pagine – verrà discusso nel Consiglio dei ministri la prossima settimana. Un primo ok necessario per dire definitivamente «addio» alla legge del centrodestra, riducendo l’ostruzionismo scontato della Cdl in Parlamento per arrivare entro l’anno alla modifica con decreto legislativo del Testo unico sull’immigrazione, così da «promuovere» l’immigrazione regolare e favorire «l’incontro tra domanda e offerta di lavoro» di cittadini stranieri.

        Un sospiro di sollievo per le famiglie italiane, mondo dell’associazionismo (Caritas, Arci, Acli) e il sindacato. Non di certo per la Cdl, con la Lega in testa che già minaccia: «È un tema come i Dico, salterà la maggioranza». Tuttavia, le colf e le assistenti familiari (500 iscritte all’Inps ma è di mille il welfare invisibile) verranno conteggiate fuori quota, proprio perchè il femore che si rompe ad una persona anziana non è prevedibile. Quindi, chi ha bisogno di una badande non dovrà più tener d’occhio la data del decreto flussi per effettuare la «chiamata». Ma la Amato-Ferrero non si ferma qui. L’immigrato dovrà conoscere la lingua italiana (corsi con fondi Ue), rispettare la Costituzione e finalmente saranno «maturi i tempi per il voto agli immigrati» (non come l’annuncio a salve fatto da Fini, An, nel 2003): potranno recarsi alle urne per le amministrative tutti gli immigrati con una residenza legale di 5 anni. E una rivoluzione è in vista anche per i Cpt. I tanto contestati Centri di permanenza temporanea si chiameranno «centri d’espulsione», verranno ridotti di numero (stop in primis Crotone e Ragusa) e resteranno in piedi solo per gli «irriducibili», coloro cioè che non si fanno identificare. Mentre verranno potenziati i centri di accoglienza e l’accesso sarà consentito anche a giornalisti e associazioni. Ritorna lo sponsor della Turco-Napolitano: potrà essere istituzionale (enti locali, imprenditori, sindacati) e privato, ma è previsto anche l’auto-sponsor con «dote», noto “pallino” del ministro Ferrero: l’immigrato potrà garantire per se stesso, purchè depositi in banca una «dote» di tot euro (ancora non fissata) al suo arrivo in Italia e che gli verrà erogata nel corso della sua permanenza per mantenersi mentre cerca un lavoro. In questo modo la malavita organizzata non potrà utilizzare questo schema per far entrare con la stessa cifra diecimila persone. Il resto delle norme messe a punto prevede le liste di collocamento all’estero: sarà più avvantaggiato chi conosce la lingua italiana; rimpatri volontari e assistiti; identificazione dei clandestini già in carcere (il Dap si sta organizzando); corsie privilegiate per «talenti» e immigrati specializzati; programmazione dei flussi triennale con adeguamento annuale.