Pordenone. G.Dario: Commercio tra regole e lavoratori

20/06/2003





Venerdì, 20 Giugno 2003
L’INTERVENTO
COMMERCIO TRA REGOLE E LAVORATORI
di GIUSEPPE DARIO
Filcams/Cgil – Pordenone
Da tempo è in corso nella nostra provincia una dura polemica riguardante i centri commerciali e la grande e piccola distribuzione. Come noto la questione ha assunto una connotazione di tipo politico, con schieramenti di forze a favore o contro la nascita di questo o quel centro, con le relative diatribe riguardanti la legittimità di talune autorizzazioni.

A fronte della mancanza di linee programmatorie e di una politica territoriale – pecche evidenti del passato governo di centro-destra regionale – ognuno degli attori è stato indotto a creare attorno alle proprie posizioni e interessi il massimo di visibilità e talvolta ad esasperare alcuni contenuti allo scopo di indirizzare il consenso.

Questo è legittimo e persino doveroso in determinate circostanze, ma non può essere la regola.

Apprendiamo che il neo-eletto presidente della Regione, Illy, intende riformare la legge sul Commercio regionale, adeguandola ai criteri contenuti nella legge Bersani. Lo scopo sarebbe quello di contemperare le necessità della piccola e media distribuzione, da collegarsi anche alla sostenibilità e rilancio del contesto urbano, con quelle della grande distribuzione, da regolamentare regionalmente per evitare forme di proliferazione selvaggia di mega-centri, con gli squilibri che essi comportano sul territorio.

Lo schema tracciato da Illy ci lascia ben sperare. Quello di cui abbiamo bisogno sono innanzi tutto regole, certe e chiare, che fissino i criteri per la determinazione degli insediamenti, ma non solo. Regole che si ispirino alla salvaguardia delle esigenze dell’utente e alla tutela del consumatore, all’impatto territoriale-urbanistico, all’equilibrio dei diversi "format" commerciali, alla qualità del servizio.

Nello stesso tempo è importante puntare allo sviluppo ordinato del settore, in un contesto di espansione dei mercati, anche riferito al prossimo allargamento ad est della comunità europea. Ma una riforma ha anche la necessità di essere discussa con le parti sociali.

Il sindacato confederale si misura da tempo su questi temi, chiamato com’è a contemperare le esigenze dei lavoratori del settore con quelle dei consumatori-utenti.

La Filcams, sindacato di categoria, e la Cgil ritengono che uno stretto rapporto con le Organizzazioni Sindacali sia indispensabile nella fase di costruzione di una nuova disciplina complessiva a livello regionale. Avere a disposizione una legge chiara e possibilmente concertata sulla distribuzione commerciale, diventa per noi un elemento importante, a cui riferirci per orientare le scelte di politica sindacale nel settore, che altrimenti continuerebbero a rincorrere le logiche di una sfrenata e incontrollata competitività.

La competitività e la concorrenza devono potersi esprimere liberamente, ma è opportuno vengano indirizzate verso il miglioramento della qualità dei prodotti e del servizio, verso una maggiore attenzione alla professionalità degli operatori e degli addetti e al valore aggiunto che questi elementi portano, piuttosto che puntare sulla mera quantità, che in genere è abbinata alla mediocrità del prodotto, o su dissennate deregolamentazioni delle forme contrattuali, delle aperture e degli orari.

Su questi ultimi punti è particolarmente vivo l’interesse della categoria, che sopporta da tempo una flessibilità senza regole, con orari che non permettono alle lavoratrici e ai lavoratori del commercio la conduzione di una vita normale sul piano personale e familiare. Continuare su questa strada, magari ampliando le aperture domenicali o notturne, non ci porterebbe da nessuna parte. Cambiare rotta e puntare sulla qualità è un’operazione difficile in un mercato già ampiamente deregolamentato, ma non impossibile.

Ne trarrebbero vantaggio i lavoratori, ma anche gli operatori dei vari settori commerciali, turistici e dei servizi, e i cittadini della nostra regione.

Giuseppe Dario