Pordenone. Emersione: patto fra Ascom e sindacati

31/05/2007
    mercoledì 30 maggio 2007

    Pagina 2 – Pordenone

    Commercio. Entro fine settembre si può venire allo scoperto e transare senza causa in tribunale

      Emersione del lavoro nero
      Patto fra Ascom e sindacati

      Martina Milia

      Emersione dal lavoro nero senza causa in tribunale. Da oggi è possibile per i lavoratori del commercio grazie all’accordo sindacale firmato dai rappresentanti di Cgil (Filcams), Cisl (Fisascat) e Uil (Tucs) e Ascom di Pordenone. Sulla base delle indicazioni che arrivano dalla finanziaria nazionale, le parti hanno deciso di avviare un accordo che consentirà di portare alla luce il lavoro sommerso – che secondo analisi dei sindacati, confermate da Confcommercio, riguarda soprattutto i pubblici esercizi – con possibilità di mantenere il posto di lavoro per il dipendente, e di evitare sanzioni salate per il datore. “Si tratta di un accordo politico tra le parti sociali – ha spiegato il presidente dei commercianti, Alberto Marchiori – che prevede una specifica transazione tra azienda e lavoratore per quanto riguarda i rapporti economici tra le parti e i periodi pregressi”.

      L’esercente che abbia un dipendente non in regola o non completamente, può avviare la procedura di emersione rivolgendosi direttamente all’Ascom che lo aiuterà nella fase di conciliazione, attivando i sindacati. Lo stesso vale per il lavoratore: qualora il titolare si dimostri poco disposto a regolarizzare la posizione del subalterno, questo può rivolgersi ai sindacati che contatteranno l’Ascom per cercare la mediazione. I vantaggi sono da ambo le parti. Da un lato il datore che non è in regola evita che il personale gli faccia causa denunciandolo e trascinandolo in tribunale. Le sanzioni per chi non rispetta la normativa vanno dai 3 ai 12 mila euro a cui si aggiungono 150 euro per ogni giorno di irregolarità. Il lavoratore, dal canto proprio, ha garantito il mantenimento del posto di lavoro per almeno due anni e questo dovrebbe incentivare chi è in una posizione di debolezza a farsi avanti. Spesso, infatti, chi è impiegato con contratto irregolare in un bar o in un negozio, fa fatica a denunciare la situazione perché teme di perdere il lavoro e non può permettersi di rimanere senza impiego. Una situazione che tocca soprattutto le donne.

      La denuncia del sommerso ha valore retroattivo – fino a cinque anni prima della emersione – ma non vale per i rapporti interrotti. Se una persone ha lavorato in precedenza in modo non regolare, ma oggi ha un altro impiego, non può vedersi riconoscere nulla dal titolare di allora. Al momento della presentazione dell’istanza, l’azienda – che si impegna a corrispondere complessivamente due terzi dei contributi dovuti – versa all’Inps un quinto dei contributi. La scadenza ultima entro cui avviare la procedura è il 30 settembre.