Pordenone. Commercio, scontro Comune-Regione

12/10/2001



     






Lo sviluppo della grande distribuzione al centro dell’assemblea della Confesercenti. Il destino delle molte licenze
Commercio, scontro Comune-Regione

I troppi ipermercati preoccupano il sindaco. L’assessore Dressi: «Se in regola, saranno autorizzati»

La proliferazione della grande distribuzione in provincia di Pordenone non poteva non essere all’ordine del giorno dei lavori dell’assemblea della Confesercenti, l’associazione che riunisce gli operatori del commercio, turismo e dei servizi della Destra Tagliamento, che si è tenuta l’altro giorno a palazzo Montereale Mantica. Ad esprimere preoccupazione per quanto sta accadendo, il sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello, il quale ritiene che i progetti che stanno nascendo sono troppi per un bacino di mercato esiguo come quello del Friuli occidentale. In effetti, accanto alle strutture storiche, ovvero l’ex Olcese e l’ipercoop di viale Venezia, sono dietro l’angolo due nuovi insediamenti, ossia quello di Fiume Veneto, nei pressi della rotonda di Cimpello, che si estende su 15 mila metri quadri, e quello di Fontanafredda. In sostanza, nel prossimo futuro, potrebbe nascere dal nulla un sistema policentrico di circa 50 mila metri quadri, nel raggio di pochi chilometri. Per questo Bolzonello ha inteso difendere la scelta fatta due lustri or sono, ovvero quella di prevedere i centri commerciali pordenonesi (Ipercoop e Olcese), che la nuova amministrazione comunale intende sostenere anche ora. Non a caso, nella seduta del consiglio comunale in programma lunedì prossimo, alle 18, verranno esaminate le opposizioni alla variante 34 al piano regolatore generale, che riguarda proprio la struttura di Coop consumatori Nordest, per la quale verrà richiesto il nulla osta regionale, con il parere che viene proposto favorevole da parte della maggioranza.
Al sindaco, però, ha risposto, nella stessa sede, l’assessore regionale al Commercio, Sergio Dressi, il quale, sostanzialmente, ha confermato che verrà dato il via libera a tutte i centri che sono conformi alla normativa commerciale e urbanistica, in una competizione che verrà decisa dal mercato. Appare probabile, quindi, l’affermarsi di tre strutture, ovvero le due pordenonesi e quella di Fiume Veneto. Una linea di principio che non scandalizza Confesercenti. «Sul piano del confronto con i dati medi regionali – sostiene il segretario provinciale, Diego Simonetti – la provincia di Pordenone ha valori superiori per quanto concerne i supermercati di piccole e medie dimensioni (fino a 800 metri quadri), mentre è carente da un punto di vista delle grandi superfici. In quello che viene considerato un processo di ammodernamento irreversibile della rete commerciale, pertanto, la provincia di Pordenone è rimasta indietro rispetto alle altre, scontando un sostanziale rallentamento. Nei confronti degli sviluppi in atto e delle tendenze imprenditoriali forti che premono sul settore – aggiunge Simonetti – è opportuno dotarsi di serenità di giudizio e ribadire che la contrapposizione ideologica alla grande distribuzione si è rivelata una battaglia in linea di massima perdente».
Una posizione diversa rispetto a quella dell’altra associazione di categoria, l’Ascom, che invece sta conducendo una dura battaglia contro il centro commerciale di Fiume Veneto, riaffermando il suo consenso, piuttosto, alla costruzione degli iper nell’Olcese e a Borgomeduna.
Stefano Polzot




     


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