Pomigliano verso il voto Sacconi: preoccupato per le scelte della Fiat

21/06/2010

Landini (Fiom): referendum illegittimo
Per il futuro di Pomigliano d’Arco domani è il giorno della verità. I cinquemila lavoratori sono infatti chiamati a esprimersi sull’accordo «separato» — perché non firmato dalla Fiom— dal cui esito la Fiat ha subordinato la decisione di investire 700 milioni di euro per ristrutturare lo stabilimento campano e per spostare dalla Polonia la produzione della nuova Panda. La lettura dei risultati del referendum sarà delicata e decisiva. Che vincano i sì è scontato ma il problema sarà vedere con quanto margine. La Fiom-Cgil, che dentro Pomigliano ha un peso di circa il 17-20%, ha definito l’intesa raggiunta tra il Lingotto e le altre sigle sindacali «illegittima» in quanto, secondo loro, modifica alcuni diritti previsti dalla Costituzione. E ha quindi deciso di non partecipare al referendum. Bisognerà vedere quanti lavoratori decideranno di seguire questa strada e quale sarà la quota di successo sufficiente per il vertice torinese in grado di garantire l’investimento. Su questo si gioca tutta la partita ma la soglia di gradimento è ancora top secret. In un confronto televisivo molto acceso— su Rai3, In Mezz’ora di Lucia Annunziata— tra il ministro del welfare Maurizio Sacconi e il neo segretario della Fiom Maurizio Landini sono emerse tutte le spigolosità di questo passaggio cruciale nella storia delle relazioni sindacali del Paese. Sacconi si è detto «molto preoccupato circa le possibili decisioni di Fiat, l’investimento non è affatto scontato, e se non va in porto la responsabilità della Fiom sarebbe straordinaria». Landini ha difeso la propria linea e ha provocatoriamente chiesto a Sacconi di dire «ai lavoratori che per fare investimenti in Italia si deve cancellare la Costituzione e le leggi». Domani, all’apertura dei seggi il Popolo viola ha annunciato che a Pomigliano terrà una conferenza stampa di sostegno alla posizione Fiom che, nei giorni scorsi, ha incassato la solidarietà politica di Antonio Di Pietro e di Rifondazione. Landini ha parlato di «ricatto» da parte della Fiat — «prendere o lasciare» — e ha definito la manifestazione dell’altro giorno a favore dell’intesa «di regime». Tutti elementi che, alla vigilia del referendum, stanno surriscaldando l’atmosfera. Il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, la cui organizzazione è quella che più si è spesa per siglare l’accordo con la Fiat, è ottimista. «La Fiom è ormai un movimento antinazionale, luddista e non rappresenta più i lavoratori — ha detto al Corriere della Sera— la Fiat non si deve preoccupare, ci pensiamo noi a rappresentare la stragrande maggioranza dei lavoratori».