Pomigliano, la newco parte tra un anno

30/07/2010


Contratto metalmeccanici, pronta la disdetta ma Fiat la congela per due mesi
TORINO – Due mesi di tempo per trovare un accordo, evitando la disdetta del contratto nazionale e l´uscita di Fiat da Confindustria. Percorso che l´azienda ha invece studiato per la newco di Pomigliano: non sarà iscritta all´Unione industriale di Napoli, avrà un suo contratto e solo chi, tra i 5.200 lavoratori, accetterà le nuove regole passerà progressivamente nella società a partire da settembre 2011. Per gli altri prima cassa e poi mobilità in Fiat Group. Non solo. Anche i sindacati che non firmeranno il contratto per lo stabilimento campano saranno esclusi.
Fiom, Fiom e Uilm già conosco il testo della lettera di disdetta che Fiat avrebbe dovuto consegnargli nell´incontro di ieri a Torino, ma il capo delle relazioni industriali, Paolo Rebaudengo, dopo averla letta, l´ha rimessa in borsa. Tutto congelato dopo l´incontro tra l´amministratore delegato Sergio Marchionne e il numero uno di viale dell´Astronomia, Emma Marcegaglia, per tentare la strada dell´accordo con i sindacati e superare regole che Fiat considera rigide su turni e straordinari, salvando il contratto. C´è tempo fino a ottobre, altrimenti Fiat andrà avanti per la sua strada.
L´alternativa c´è già. Il Lingotto l´ha illustrata a Fim, Uilm e Ugl per Pomigliano. La newco, registrata con il nome Fabbrica Italia Pomigliano e presieduta da Marchionne, non aderirà a Confindustria. Verrà negoziato un nuovo contratto, più flessibile sui 18 turni e sugli straordinari, e che conterrà le regole dell´intesa del 15 giugno. Fiat è disposta ad assumere tutti i 5.200 addetti, oltre alla maggioranza dei mille della Ergom, a patto che accettino le nuove norme. Il Lingotto ha dato il via ai lavori di ristrutturazione, che valgono 700 milioni, partendo dalla realizzazione della nuova lastratura e trasferendo la linea dell´Alfa 159 sull´attuale 147.
La road map su Pomigliano dimostra che Marchionne fa sul serio. Se entro ottobre non ci sarà un accordo sul progetto Fabbrica Italia per superare le rigidità del contratto il Lingotto estenderà il modello campano a tutto il gruppo. Se otterrà le deroghe, attraverso un´appendice al contratto, potrebbe invece far rientrare la newco campana in Confindustria.
L´azienda ha anche disdettato l´accordo del ‘71 sulle ore di permesso sindacale, considerate eccessive. Entro il 31 dicembre si cercherà una nuova intesa, anche se non è il primo punto all´ordine del giorno. A settembre partiranno più tavoli. Uno sul contratto nazionale per far decollare Fabbrica Italia, gli altri, partendo da Mirafiori, per arrivare ad accordi sui singoli stabilimenti. E i rapporti con la Fiom sono sempre più tesi: «La Fiat pensa che il modello Pomigliano debba valere per tutti, conferma l´idea che sia stata una prova generale. La newco è una violazione delle regole. Su questo non li seguiamo. Così l´azienda rischia di buttare benzina sul fuoco», dice Enzo Masini, responsabile auto. E aggiunge: «Le deroghe al contratto non sono praticabili, si costruiscano altri meccanismi».
Fim e Uilm sono pronte a discutere, anche se hanno perplessità – mentre l´Ugl è del tutto contraria – sulla newco: «Affronteremo il problema delle garanzie che chiede il Lingotto – sottolinea il segretario della Fim, Giuseppe Farina – si è difeso il contratto messo a rischio dall´estremismo della Fiom. La newco per noi è un´operazione più simbolica che necessaria ed è sbagliata la decisione di non iscriverla a Confindustria». Ed Eros Panicali, responsabile auto Uilm, aggiunge: «Abbiamo ribadito la disponibilità a trattare sui 18 turni e sulla nuova organizzazione per i picchi di mercato».
Marchionne è lontano, in America, a godersi i frutti del lavoro in Chrysler, pronto oggi ad accogliere nello stabilimento Jefferson North il presidente Obama che ieri ha diffuso i dati sul settore auto: un anno fa perdeva 334 mila posti, oggi ne ha guadagnati 55 mila e le Case sono in attivo. La prima volta dal 2004.