POMEZIA, APPALTI PULIZIE SCUOLE, LA POLIZIA INTERVIENE CONTRO LE LAVORATRICI

19/02/2014

19 febbraio 2014

Pomezia, Appalti pulizie scuole, la polizia interviene contro le lavoratrici

Gravissimo atto di violenza da parte delle forze dell’ordine nei confronti delle lavoratrici addette al servizio di pulizia delle scuole di Pomezia, in provincia di Roma,
Questa mattina alla scuola Trilussa è intervenuta la polizia che ha duramente colpito le lavoratrici che protestavano per difendere il loro posto di lavoro messo a rischio dalla gara di appalto nazionale gestita dalla Consip.
Una gara che irresponsabilmente ha tagliato il 40% del corrispettivo economico destinato al servizio. Un taglio che si aggiunge a quelli già intervenuti negli anni precedenti, che hanno determinato una riduzione dell’orario di lavoro delle addette alle pulizie e del salario di oltre il 25%.
I tagli economici intervenuti fin’ora non hanno però diminuito l’entità e la quantità dei servizi e del lavoro per le addette alle pulizie, generando così un duplice danno : minor salario, più carichi di lavoro.
La Filcams condanna l’inaudita violenza con la quale la Polizia è intervenuta contro le lavoratrici che in questo momento si trovano presso l’Ospedale Sant’Anna di Pomezia per le necessarie cure .

La Filcams fa appello al Prefetto e al Questore di Roma affinchè non si ripetano tali episodi,considerando che la situazione nelle scuole, potrà nei prossimi giorni, registrare altri momenti di protesta a difesa dell’occupazione e del salario .
“In una fase così difficile e delicata” afferma Vittorio Pezzotti, segretario generale della Filcams Cgil Roma e Lazio, “abbiamo bisogno di un più alto tasso di responsabilità, soprattutto da chi ricopre cariche Istituzionali e Pubbliche.”
“Chiediamo al Prefetto di sollecitare il Ministero dell’Istruzione e il Governo per giungere ad una soluzione della questione nei tempi più stretti possibili,” conclude il segretario, “considerato che la situazione aperta dal mese di maggio 2013, si fa ogni giorno più incandescente ed ingestibile a seguito dei concreti rischi di espulsione di lavoratrici e lavoratori che da anni operano nelle scuole.”