Polyedra – Esito incontro 13/01/2012

Roma 23 gennaio 2012

Testo Unitario

si è svolto il 13 gennaio scorso il previsto incontro con la Polyedra per un aggiornamento sulla situazione aziendale ad un anno dall’accordo siglato sugli ammortizzatori sociali della durata di 24 mesi (marzo 2011-marzo 2013).

L’azienda ci ha illustrato nel dettaglio il piano di riorganizzazione che sta attuando, mettendo in evidenza quanto realizzato e quanto ancora in fase di realizzazione (per i dettagli, cfr slide 1 dell’allegato).

Rispetto alla situazione occupazionale, oggi l’azienda occupa 320 persone. 40 lavoratori hanno già lasciato l’azienda attraverso la mobilità volontaria e altre manifestazioni di interesse sono state espresse fino ad esaurire i 94 esuberi previsti dall’accordo già da alcuni mesi. Qualche elemento di incertezza potrebbe semmai determinarsi a fronte delle nuove finestre pensionistiche introdotte dal governo Monti sulle disponibilità avanzate nel 2011 in base al precedente requisito pensionistico. Ciononostante, l’azienda ha sostenuto che sarebbero pervenute all’azienda richieste di adesione volontaria alla mobilità superiori al numero di esuberi dichiarato.

La CIGS si sta attuando in tutte le sedi previste con il criterio prevalente della rotazione e con un andamento che dopo i primi mesi di sperimentazione, ha visto incrementare il numero delle ore effettuate anche per effetto di un andamento del mercato di riferimento, notevolmente peggiorato negli ultimi mesi del 2011.

Caso a parte riguarda il magazzino di Bologna, che per effetto dei processi di riorganizzazione, non sta effettuando la CIGS programmata, ad esclusione di coloro che vi hanno aderito volontariamente, ed al contrario registra l’effettuazione di considerevoli ore di prestazioni straordinarie. Tale situazione, a detta dell’azienda dovrebbe tornare in una situazione di normalità, dopo il confronto sindacale e l’eventuale accordo sui nuovi regimi di orario di lavoro proposti che verranno discussi in sede territoriale.

Complessivamente, ad ottobre 2011, anche per effetto delle numerose adesioni alla mobilità incentivata, La CIGS ha coinvolto 180 lavoratori sui 242 previsti con una media corrispondente a circa 30 Full Time Equivalent.

A conferma della situazione di crisi, il fatturato 2011 si è chiuso a 245.027 Mln €, contro i 265.755 Mln € del 2010; anche i margini calano a 3.185 Mln € contro i 4.703 Mln € del 2008.

Per far fronte al non previsto ulteriore calo del mercato, ed alle pessimistiche previsioni anche per il 2012, l’azienda ha ipotizzato l’intenzione di richiedere al ministero l’approvazione ad una modifica del piano di riorganizzazione in riferimento ai prossimi 12 mesi di utilizzo degli ammortizzatori sociali, con la conseguente dichiarazione di ulteriori possibili esuberi.

Questo in sintesi il piano illustrato:

- razionalizzazione delle sedi lombarde attraverso il trasferimento delle attività crediti su Settimo Milanese con conseguente chiusura della sede di Como (6 persone); trasferimento delle funzioni commerciali su Osnago; centralizzazione della logistica in un’unica sede (Osnago o Settimo); centralizzazione delle funzioni amministrative-contabili su Settimo Milanese.

- Razionalizzazione delle sedi del Veneto con la chiusura della sede di Verona (2 impiegati customer service e 2 magazzinieri) e la chiusura della sede di Udine ((2 impiegati customer service e 2 magazzinieri) con possibilità di essere ricollocati su Treviso quale unica sede commerciale regionale o eventualmente sperimentando attività di tele lavoro, e su Bologna per le attività logistiche.

- Razionalizzazione delle filiali commerciali dell’area del centro-sud, con possibili ulteriori chiusure delle filiali più piccole (Bari) a fronte del potenziamento della sede romana e delle attività in Sicilia e Sardegna.

- Ulteriori opportunità occupazionali presso il centro taglio di Parma.

Da parte nostra, abbiamo sostenuto la non disponibilità ad affrontare la revisione di un piano di riorganizzazione che ha come ricaduta occupazionale, la dichiarazione di ulteriori esuberi e che stravolge nel merito il confronto che aveva portato alla condivisione dell’accordo sindacale del 2011. Inoltre l’affermazione fatta dall’azienda secondo la quale al termine della riorganizzazione si porrebbe comunque il problema di esuberi di personale in quelle aree che hanno aderito solo parzialmente alla mobilità, è per noi inaccettabile in quanto contraddice lo stesso criterio della volontarietà prevista dagli accordi.

Abbiamo infine sostenuto che pur in presenza di parziali modifiche o aggiustamenti al piano di ristrutturazione, con il solo obiettivo di coglierne eventuali opportunità, per quanto riguarda le sedi lombarde e venete, le ricollocazioni o uscite dall’azienda dovranno avvenire solo a fronte delle disponibilità e delle volontarietà dichiarate dei lavoratori.

Per ultimo, è stata chiesta conferma all’Amministratore Delegato presente all’incontro – Dott. Cervellati – circa le voci che stanno circolando in azienda rispetto ad una sua possibile vendita ad altri competitor, poiché chiaramente tale decisione potrebbe essere legata alla diversa riorganizzazione che motiverebbe gli interventi di cui sopra.

L’azienda ha confermato che dalla scorsa estate la multinazionale Paperlinx, dalla sede australiana, aveva comunicato al mercato la sua intenzione di cedere le sue attività, ricevendo diverse manifestazioni di interesse che però l’azienda non ha ritenuto economicamente vantaggiose. Nelle ultime settimane è pervenuta un’offerta che al contrario casa madre sta valutando in modo più concreto e che porterebbe alla cessione di tutta l’azienda a livello mondiale attraverso la vendita della totalità delle quote azionarie. L’AD non ci ha comunicato il nome dell’azienda offerente, ma ci ha confermato che esistono trattative tra le due aziende per trovare un accordo.

Proprio di fronte a tale conferma, abbiamo evidenziato come per noi sarebbe stato improponibile affrontare ulteriori modifiche riorganizzative in una prospettiva di possibili cambiamenti societari ancora incerti ma sicuramente radicali nelle finalità, anche se l’azienda ha sostenuto che la revisione della riorganizzazione non avrebbe nessun legame con la questione della vendita, ma che invece sarebbe finalizzata ad un ulteriore risparmio sui costi di gestione, e a una maggiore efficienza e razionalità delle attività.

E’ evidente che per quanto ci riguarda rimane il grande dubbio se l’azienda acquirente si limiterà ad un’operazione finanziaria o deciderà di intervenire con un nuovo e diverso piano industriale, anche se i tempi rispetto a questo ipotetico scenario non sono a breve. Da questo punto di vista abbiamo chiesto all’azienda di evidenziare alla proprietà, che per quanto riguarda l’Italia, i lavoratori e le Organizzazioni Sindacali hanno già affrontato nel corso di questi ultimi anni processi di riorganizzazione che hanno richiesto pesanti sacrifici sia in termini occupazionali sia in termini di riduzione del reddito per l’utilizzo prolungato degli ammortizzatori sociali. L’incontro è stato aggiornato al 2 febbraio prossimo alle 10:30 presso l’Associazione Commercianti di Milano in Corso Venezia.

p. la Filcams Cgil Nazionale

Daria Banchieri