Polverini: la pasionaria di destra che piace a tutti

23/10/2007
    martedì 23 ottobre 2007

      Pagina 10 – Politica

        La pasionaria di destra che piace a tutti

          Renata Polverini
          leader Ugl: Veltroni
          l’ha definita «aperta
          e intelligente»

            ROMA
            È stata di recente definita da Walter Veltroni «una donna assolutamente intelligente e aperta», una «persona che guarda fuori dai recinti». Non è Veronica Lario, ma Renata Polverini, il segretario generale dell’Ugl. Numero uno della centrale sindacale di destra dal febbraio 2006, romana, 45 anni, con grandissima costanza («e tanta fatica», dice) Polverini è riuscita a costruire un piccolo/grande miracolo politico: far diventare il sindacato successore della vecchia Cisnal filofascista un’organizzazione rispettata e considerata, dai governi come dalle altre parti sociali, un interlocutore credibile. Merito di una strategia aggressiva e di qualche decisione «tosta», come i sei scioperi generali proclamati contro il governo Berlusconi nella scorsa legislatura, su pensioni, Finanziaria, pubblico impiego, Mezzogiorno, mercato del lavoro, articolo 18. Scioperi proclamati da soli, ma nelle stesse date di quelli della un tempo odiata «Trimurti» di Cgil-Cisl-Uil. Scioperi che hanno consentito di «certificare» agli occhi del mondo l’indipendenza e l’autonomia dell’Ugl, che nonostante tutto però conserva ancora legami significativi con Alleanza nazionale (tradizionalmente l’Ugl aveva uno stretto rapporto con la disciolta Destra sociale). Basti pensare che Polverini ha partecipato al corteo antitasse di An di sabato, e Gianfranco Fini presenzierà alla prossima iniziativa pubblica forte dell’Ugl.

            Polverini – che è ovviamente allo stesso tempo l’unica donna leader di un sindacato, oltre a essere il segretario generale più giovane – guida la sua organizzazione col piglio di chi fa sindacato dalla tenera età di 21 anni. Parla di pari opportunità, mobbing, organizza extracomunitari, e mostra molta poca pazienza per chi «rema contro» il rinnovamento, saluti fascisti compresi. Nulla ha potuto però contro le intemperanze di Pietro Marinelli, il manesco capo dei tassisti romani che ha tatuato sul braccio il simbolo della X Mas. Lei, il segretario, preferisce sciorinare i buoni risultati ottenuti di recente in molte elezioni di Rsu nel pubblico come nel privato; gli oltre 2.300.000 iscritti autodenunciati, pensionati compresi (in teoria, più dei due milioni della Uil). E soprattutto, ricorda che anche se Epifani, Bonanni e Angeletti – con cui è in ottimi rapporti personali – hanno escluso l’Ugl dalle «cene» riservate con Prodi sulle pensioni, alla fine erano gli stessi ministri a informarla puntualmente. E che davanti a lei, per chiederle di firmare l’intesa sul welfare, c’erano «belli schierati» Prodi, Padoa-Schioppa, Damiano ed Enrico Letta. «Nell’urna, da privato cittadino – spiega – voto Alleanza nazionale, ma non ho mai avuto una tessera di partito. Ma da sindacalista non mi sento né di destra né di sinistra, rappresento semplicemente i lavoratori che con la loro delega chiedono all’Ugl di essere rappresentati».

          [R. Gio.]