Polo-Ulivo, salta l’accordo sulle coop

27/09/2001


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Polo-Ulivo, salta l’accordo sulle coop
Giovedì 27 Settembre 2001
Oggi sì del Senato alla riforma del diritto societario
Amedeo La Mattina
 
ROMA Mentre alla Camera infuriano le polemiche sulle nuove regole sulle rogatorie internazionali, al Senato il centrosinistra cerca – senza successo – di bloccare la legge delega sul diritto societario. L’opposizione non ha i numeri per ribaltare la situazione, per cui entro questa sera, al massimo domani, la maggioranza approverà a Palazzo Madama il provvedimento.
In un primo momento sembrava che l’Ulivo avesse raggiunto un accordo con la Casa delle libertà per estendere sgravi fiscali e contributi anche alla Lega delle cooperative. Il senatore Coviello, estensore di un ordine del giorno, aveva assicurato che l’intesa c’era, e che lo stesso sottosegretario alla Giustizia Vietti aveva dato il via libera a nome dell’esecutivo. Ma dopo un braccio di ferro dentro la maggioranza, con il prevalere dei «falchi», in serata l’aula del Senato ha respinto la proposta del centrosinistra. Così il presidente dei senatori Ds, Gavino Angius, si è precipitato in sala stampa per smentire l’esistenza dell’accordo: «Non c’è stata nessuna trattativa. Autonomamente, d’intesa con la Lega cooperative, le forze dell’Ulivo avevano presentato un ordine del giorno interpretativo di questa norma e come supponevamo né il governo né la maggioranza lo hanno accolto». Nulla da fare nemmeno sulle nuove norme che riguardano falso in bilancio e che hanno scatenato l’opposizione: «Cambiando la natura del reato, il risultato è la prescizione di tutti i processi in cui Silvio Berlusconi è accusato di falso in bilancio».
Da Lubiana dove si trova per partecipare al congresso dei Liberaldemocratici europei, Francesco Rutelli afferma che questa legge sul diritto societario «grida vendetta» e la normativa sul conflitto d’interessi «ci farà ridere dietro da tutta l’Europa». «Noi siamo così seri e responsabili sui temi della lotta al terrorismo e per la pace – aggiunge – ma siamo allo stesso tempo molto severi su questi altri temi». La verità, sostiene il centrosinistra, è che la maggioranza sta approfittando dell’attentato negli Usa per realizzare una serie di colpi di mano. E il vicecapogruppo della Margherita al Senato, Roberto Manzione, punta il dito anche contro Marcello Pera: «Gran parte della responsabilità di quanto sta accadendo è del presidente Pera che da una parte chiede collaborazione a tutta l’assemblea e poi decide con provvedimenti a colpi di maggioranza in sede di conferenza dei capigruppo. Fino a quando Pera non deciderà di usare con equilibrio e suoi poteri resterà il presidente della maggioranza e non di tutti i senatori».
Il muro contro muro tra maggioranza e opposizione si farà ancora più duro con l’arrivo, oggi, in Consiglio dei ministri del disegno di legge sul conflitto di interessi. Il testo, preparato dal ministro Frattini, prevede l’istituzione di un’Authority composta da tre «saggi» nominati dai presidenti di Camera e Senato. Il loro compito è di accertare che i titolari di cariche di governo nazionale e locale tengano «comportamenti corretti, imparziali e rispondenti alle esigenze di interesse generale oppure se siano adottati atti volti a favorire l’interesse proprio in contrasto con l’ interesse pubblico». Già in passato questa ipotesi, che esclude il blind trust, era stata fortemente criticata dall’Ulivo. E ieri è intervenuto Piero Fassino a bocciare la proposta del governo: «Aspettiamo a vedere se stavolta ci sarà davvero un testo del governo. Era stato promesso il giorno dopo il voto, poi entro l’estate… La realtà è che lo stiamo ancora aspettando. Certo – aggiunge Fassino – se dovesse essere confermata la previsione di un’Authority di controllo sugli atti del governo, i dubbi di costituzionalità non sono solo nostri ma della gran parte dei costituzionalisti. Non sono i Ds o l’Ulivo ma la Costituzione a stabilire che il controllo sul governo è un potere del Parlamento. Ed abbiamo anche forti dubbi sul fatto che uno strumento del genere possa risultare efficace».
 

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