Pollino, Pasqua amara per gli lsu

24/03/2005

    mercoledì 23 marzo 2003

    lavoro
    La riunione che si è tenuta ieri a Roma, nella sede del ministero del Lavoro, non ha prodotto i risultati sperati
    Pollino, Pasqua amara per gli lsu
    Spiragli sulla vertenza dei lavoratori calabresi. Situazione critica per i lucani

    Pino Perciante

    Rotonda - Ex Lsu del Pollino: c’è una soluzione per i lavoratori calabresi ma non per i lucani. E’ quanto emerge dall’incontro tenutosi ieri mattina a Roma al Ministero del Lavoro. La riunione era stata convocata, ricordiamo, una settimana fa, mentre i 334 ex lsu sia lucani che calabresi protestavano presso la sede del parco a Rotonda chiedendo certezze sul loro futuro la vorativo.

    Mentre per i 192 lavoratori calabresi c’è una convenzione per la realizzazione di un progetto che consentirebbe di continuare le attività lavorative per i 142 lucani la situazione resta incerta. Per loro infatti al momento non ci sono le stesse condizioni che potrebbero consentire ai calabresi di non interrompere la continuità del lavoro e cioè una società «in house» che in Calabria stanno già realizzando ma che non è ancora stata messa in piedi in Basilicata e che ormai potrebbe essere costituita solo dopo le elezioni del prossimo 3 aprile. E’ questa la strada che il Ministero ha indicato anche alla Regione Basilicata per risolvere il problema dei lavoratori del Pollino. Un percorso che sostanzialmente va in direzione della linea già tracciata in precedenti incontri.

    La società in «house» calabrese nasce da un’intesa tra Regione e Italia Lavoro che ora dovrà predisporre il piano industriale per le attività da svolgere sul fronte calabro dopo una convenzione firmata tra la stessa Regione e i Ministeri delle Politiche Agricole e del Lavoro per l’assegnazione delle attività alla società in «house». Ma questa soluzione emersa nella riunione di ieri viene criticata dai sindacati. «L’interlocutore principale dei lavoratori rimane il Parco non le Regioni – sostiene Matteo Mosca della Filcams Cgil di Basilicata – Non siamo contro la soluzione della società in house ma è il Parco che deve essere protagonista del suo sviluppo, poi vengono le Regioni. Il Ministero non può scarire le responsabilità sulle Regioni disattendendo la convenzione siglata nel 2001. Il Parco è titolare del progetto Pollino quindi noi chiediamo che si assuma le proprie responsabilità indicando le attività che servono per risollevare le proprie sorti. Cento quaranta famiglie – prosegue il sindacalista – non possono essere messe di colpo in mezzo ad una strada. Ognuno deve fare la propria parte e assumersi le proprie responsabilità. Domani ad Episcopia terremo un’assemblea con i lavoratori per definire eventuali iniziative di lotta da intraprendere. I lavoratori lucani – conclude Mosca – venderanno cara la pelle».